Il Covid ha aggravato il dramma delle spose bambine in Asia, l'allarme delle Ong

Il Covid ha aggravato il dramma delle spose bambine in Asia, l'allarme delle Ong
di Franca Giansoldati
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Tra gli effetti negativi del Covid c'è anche un aumento del fenomeno delle spose bambine in Asia. A causa della pandemia decine di migliaia di adolescenti di una età compresa tra i 9 e i 14 anni, di varie nazioni, sono di fatto costrette a sposarsi giovanissime, accelerando un processo culturale profondamente radicato in molte regioni. Le spose bambine provengono da famiglie povere, che vivono in condizioni di indigenza grave aggravate dalla crisi che ha portato il coronavirus. L'Sos è stato a lanciato dalla Ong "Girls Not Brides", che riunisce una rete di oltre 1.460 organizzazioni sparse in tutto il mondo, anche nel mondo cattolico.

«Tutto il guadagno ottenuto nell'ultimo decennio ne risentirà” denuncia Shipra Jha, responsabile per l’Ong "Girls Not Brides", impegnata a livello internazionale a combattere la piaga delle spose bambine, secondo quanto ha riportato l'agenzia vaticana Fides. “Il matrimonio precoce è saldamente radicato nella disuguaglianza di genere e nelle strutture patriarcali. Quello che è ora successo è che il Covid aggrava la situazione». Povertà, mancanza di istruzione e insicurezza spingono a matrimoni precoci anche in tempi stabili. Secondo le Nazioni Unite il fenomeno riguarda ogni anno 12 milioni di bambine sotto i 18 anni.

Il matrimonio precoce è una pratica diffusa in alcune comunità tradizionali dall'Indonesia all'India, dal Pakistan e al Vietnam, ma i numeri del fenomeno erano gradualmente diminuiti negli anni scorsi, grazie all’impegno di organizzazioni e associazioni che incoraggiano l'accesso delle donne all'istruzione e ai servizi sanitari. Questi miglioramenti vengono però erosi dall'impatto della pandemia che, in numerosi stati asiatici, causa la perdita di posti di lavoro e lascia le famiglie in seria difficoltà.

Spiega l’Ong Girls Not Brides: «L'Asia meridionale ospita la più grande popolazione di giovani e adolescenti del mondo. La pandemia ha provocato una crisi economica senza precedenti e inasprito le disuguaglianze. L'impatto risulta particolarmente gravi per donne e ragazze, che devono affrontare maggiori rischi di violenza di genere, gravidanze indesiderate e matrimoni precoci».

Suor Lucy Kurien, delle Suore della Santa Croce, è la fondatrice e direttrice di “Maher” (in lingua marathi "Casa di mamma"), comunità e organizzazione interreligiosa per donne indigenti e bambini vittime di abusi, con sede a Pune, nello stato di Maharashtra. Nelle case "Maher” in Jharkhand, Kerala, Uttar Pradesh e Maharashtra si consiglia, soprattutto nelle zone rurali, di non far sposare le figlie adolescenti, conducendo un'opera di educazione delel famiglie. L’opera di sensibilizzazione viene svolta tra le comunità indù, cristiane e musulmane. 

Domenica 6 Settembre 2020, 17:15
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