DONNE

L'olimpionica Valentina Vezzali: «Le Quote rosa non mi piacciono ma sono necessarie nello sport»

Venerdì 23 Agosto 2019 di Franca Giansoldati

Le quote rosa? Una specie di male minore. Al momento non se ne può fare a meno. Secondo l'olimpionica Valentina Vezzali sono uno strumento indigesto ma necessario. «Personalmente sono contraria alle quote rosa perchè sono convinta che le donne dovrebbero entrare ai vertici per loro meriti e non perchè c'è un numero che garantisca loro visibilità. Nel mondo dello sport tuttavia, al momento, sono misure necessarie visto che permettono alle donne di muovere i passi in un mondo prettamente maschile».

La pluripremiata campionessa di scherma racconta al Meeting di Rimini il suo incredibile percorso sportivo, i sacrifici, il rapporto con le colleghe, gli aiuti ricevuti dalla famiglia (dal marito e dalla mamma soprattutto quando ha partorito suo figlio Pietro senza che dovesse rinunciare agli allenamenti mentre allattava, fino a vincere il suo quarto campionato). Racconta anche la fatica che le donne fanno ad affermarsi.

Il divario esiste eccome. «Pensate che solo ora, a livello agonistico, le atlete stanno dicendo la loro, visto che sono sempre di più le donne che si stanno facendo valere a livello agonistico. La questione cambia un po' a livello dirigenziale. Purtroppo lì la situazione è ancora più indietro se si pensa che non c'è ancora mai stata nessuna donna presidente di una federazione. Nel Coni abbiamo la vice presidente, Alessandra Sensini e poi abbiamo avuto anche Diana Bianchedi, ma si tratta nel complesso di un settore segnato dal segno maschile».

Il cammino culturale che l'Italia sta facendo è qualcosa sotto gli occhi di tutti. Valentina Vezzali riporta alla mente che quando era alle elementari la sua maestra riteneva che lo sport praticato a livelli agonistici per le bambine potesse essere fortemente negativo per il loro sviluppo culturale e umano «Eppure lo sport dovrebbe essere un elemento chiave. Oggi sono sempre più le bambine che fanno sport, per fortuna. E lo studente che fa sport dovrebbe essere preso a modello». 

 

Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 11:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA