In Canada nessuna discriminazione nello sport, le rugbiste: «Noi competitive con gli uomini»

Lunedì 8 Luglio 2019
Brooke Bazian e Laney Aikens, rugbiste canadesi

C'è ancora tanto da fare per raggiungere la parità di genere nello sport. I mondiali femminili hanno mostrato quanta differenza ci sia nei guadagni e nel trattamento di calciatori e calciatrici. «Ma il Canada è sulla buona strada, soprattutto nel rugby dove la nazionale femminile negli ultimi dieci anni ha raccolto risultati migliori di quella maschile». Parola di Brooke Bazian e Laney Aikens, due ventenni canadesi a Napoli per le Universiadi con la squadra di rugby a 7. «Il grande interesse del pubblico e dei media per il recente Mondiale di calcio femminile - sostiene Brooke - ha dimostrato che le donne possono competere al livello degli uomini e suscitare la stessa attenzione planetaria per i grandi eventi sportivi. Ma c'è decisamente un'infinità di ostacoli da superare. Ci sono ancora troppe differenze e non siamo trattate allo stesso modo. Però possiamo dire che siamo all'inizio di una nuova era».

«Gli sport femminili si sono sviluppati moltissimo negli ultimi anni, soprattutto da noi in Canada», aggiunge l'amica e compagna di squadra Laney Aikens che ha appena firmato un contratto da professionista con la nazionale canadese di rugby a 15. Prendendo spunto dal motto di Napoli 2019 To Be Unique, Laney si racconta così: «Quel che c'è di unico nella mia storia è la dedizione e la quantità di duro lavoro che ho dovuto mettere per ottenere questi risultati. Non sono la più grande o la più forte, ma più spingi e sei determinata più lontano riesci ad arrivare». 

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