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Su Rai Gulp avvicina la scienza ai giovani, ma Linda vuol fare l'astronauta

Lunedì 10 Giugno 2019 di Enzo Vitale
Linda Raimondo
Storie di spazio, aneddoti sugli astronauti, la preparazione fisica da superman, o meglio da superwoman, le attività all'interno della Stazione spaziale internazionale, ma anche le fantastiche immagini dell'Universo. Condensato in un titolo tutto ciò si chiama Missione Spazio Reloaded, la trasmissione in onda su Rai Gulp affidata a Linda Raimondo.

Linda, come infatti cantava alla fine degli anni '60 Lucio Battisti, non vuol ballare. Per sé immagina un futuro diverso. Molto diverso.
Vicina ai sogni dei ragazzi che hanno visto e vissuto lo sbarco sulla Luna dell'Apollo 11, coltiva un obiettivo tanto caro a molti di quei coetanei di mezzo secolo fa: fare l'astronauta.
Linda Raimondo vive ad Almese, un piccolo paesino in provincia di Torino. E' assurta agli onori della cronaca grazie ad un'idea davvero originale. Un'idea che poi si è rivelata vincente.

IL CONCORSO DELL'ESA
La passata estate (insieme a Mattia Barbarossa, un diciottenne napoletano appassionato di tecnologia e spazio), ha partecipato al concorso Space Exploration Master dell'Esa. Grazie a una semplice quanto geniale proposta di un adattore universale da applicare al cosiddetto Dream Chaser (il piccolo shuttle progettato dalla Sierra Nevada Corporation che nel giro di due anni potrebbe portare i rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale), si è assicurata il podio del contest internazionale e così, nei prossimi mesi (insieme al giovane partenopeo), avrà la possibilità di andare a Huntsville, in  Alabama, a visitare lo Space Rocket Center e il Marshall Space Flight Center della Nasa. Ma non è finita qui: per un anno avrà a disposizione un ufficio nell'Università per continuare a progettare e portare avanti l'idea dell'adattore per la navicella in collaborazione con i grandi esperti del settore.


(Linda Raimondo con Paolo Nespoli)

SPERANZE
«Non sono ancora riuscita a realizzare bene tutto ciò che è accaduto e sta accadendo. Mi sembra tutto ancora un sogno», mi ha detto qualche giorno fa nel corso di una simpatica telefonata. L'ho sentita decisa, ferma nei suoi propositi. E' coinvolta in una miriade di iniziative che aumentano a dismisura la sua voglia di riuscire. «A settembre -racconta- sono stata selezionata per partecipare alla prima edizione del GeoSpace Astronaut Training, un programma di addestramento di 4 giorni tenutosi in Islanda, nelle stesse zone in cui si sono cimentati anche gli astronauti delle missioni Apollo prima di andare sulla Luna».

TUTTA UN'ALTRA VITA
«Da un anno a questa parte -racconta Linda- la mia vita è cambiata radicalmente. Solo un anno fa mi preparavo per la maturità e se mi guardo indietro ora, mi sembra passata un'eternità da quei giorni. Oggi mi sembra di vivere un sogno. E' una realtà che ha superato di gran lunga tutte le mie aspettative. Lavorare per Rai Gulp mi ha consentito di entrare meglio nel mondo dello spazio e di vederlo con occhi nuovi. E' un mondo complesso, ma non è costituito solo dal volo umano. Dietro a tutto ciò c'è tanta scienza e tanta tecnologia».

Che impressioni hai avuto al Centro Esa?
«E'  il luogo  dove il futuro è già presente con stampanti 3D, laboratori nei quali si lavora per la Luna e per Marte, gruppi di lavoro che si occupano, per esempio, di asteroidi con il programma HERA. Inoltre ho avuto la possibilità di andare a Colonia, al centro di addestramento degli astronauti. E' stata un'esperienza unica e indimenticabile per me. Ho avuto modo di vedere e toccare con mano i posti in cui tutti gli astronauti europei si addestrano prima di volare sulla Stazione Spaziale Internazionale e ho avuto anche un "maestro" speciale che mi ha guidato e spiegato come funziona gran parte dell'addestramento: Luca Parmitano»

CORAGGIO
Per Linda la passione per lo spazio è nata fin da adolescente. All'età di 11 anni smanettando con Skype ha chiamato Margherita Hack. «Mi son detta, provo a chiamarla, vediamo se l'astronoma mi risponde». Neanche a farlo apposta il feedback è arrivato dopo un po': «Pensavo non fosse lei -continua Linda- e non sapevo proprio cosa dirle , poi ho trovato il coraggio e le ho chiesto consigli su cosa dovevo fare per coronare queste mie ambizioni. L'ho chiamata in altre occasioni altre due volte. Lei si è ricordata di me e quando le ho chiesto se potevo continuare a disturbarla, è stata molto cortese. "Se ci sarò ancora, molto volentieri"».


VIAGGI
Per adesso i suoi viaggi principali son quelli che la portano dal  paesino della Val Susa a Torino, dove frequenta il primo anno di Fisica all'Università. La sua sete di conoscenza è ancora quella di una volta, quando imperturbabile chiedeva: «Papà perchè le stelle brillano?».



enzo.vitale@ilmessaggero.it
Ultimo aggiornamento: 22:57