In Spagna è allo studio una legge contro le violenze sulle bambine

Sabato 20 Giugno 2020 di Elena Marisol Brandolini
In Spagna è allo studio una legge contro le violenze sulle bambine

Il governo spagnolo ha approvato il progetto di Legge contro la violenza sull'infanzia, per «garantire i diritti fondamentali di bambini, bambine e adolescenti all'integrità fisica, psichica, psicologica e morale di fronte a qualunque forma di violenza» (art. 1), secondo un approccio di protezione integrale. Un provvedimento accolto molto positivamente dalle associazioni del settore che hanno contribuito a elaborare. Nel corso dell'iter parlamentare si attendono emendamenti migliorativi del testo, specie per quanto riguarda l'analisi di genere della violenza sui minori.
Conoscere la portata della violenza specifica sulle bambine non è facile, per l'assenza di dati disaggregati per sesso. Secondo la OMS (2020) un miliardo di bambini nel mondo tra i 2 e i 17 anni sono vittime di abusi fisici, sessuali e psicologici. Un dato che sembra sfuggire a una identificazione di genere, ma che acquista nuova luce, quando si considerino i reati contro la libertà sessuale o la specificità di alcuni delitti che riguardano in modo esclusivo o prevalente le bambine. Già la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite del 2000, nei suoi Obiettivi, individuava la peculiarità della violenza sulle bambine: come avviene nella scuola, impedendo l'eguaglianza di genere nella formazione; o nel matrimonio adolescente e nella mutilazione genitale che, oltre a costituire una violazione di diritti umani, minano la salute fisica, psicologica e riproduttiva delle bambine.

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Ma è in particolare la Convenzione di Istanbul del 2011 del Consiglio d'Europa a esplicitare questo aspetto. Laddove definisce la violenza contro le donne basata sul genere, come «qualsiasi violenza diretta contro una donna in quanto tale, o che colpisce le donne in modo sproporzionato» (art. 3, d) e individua una serie di delitti come la violenza domestica e sessuale, le molestie sessuali, gli atti persecutori, il matrimonio forzato, le mutilazioni genitali femminili, l'aborto indotto e la sterilizzazione forzata, molti dei quali subiti dalle donne in età infantile o nell'adolescenza.
Secondo ONU Mujeres, infatti, 650 milioni di donne sono state obbligate al matrimonio infantile, una su tre prima dei 15 anni; 200 milioni di donne e bambine tra i 15 e i 19 anni hanno patito la mutilazione genitale, la gran parte prima del compimento del quinto anno di età; oltre il 70% delle vittime di tratta sono donne o bambine, tre su quattro minori vittime di tratta sono di sesso femminile; 15 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni sono state obbligate a mantenere relazioni sessuali forzate. E anche nel contesto scolastico, le bambine sono più facilmente vittime di bullismo dei bambini per il loro aspetto fisico.
Per quanto riguarda la Spagna, i non molti dati ufficiali disponibili confermano l'esistenza di una differenza di genere nelle infrazioni penali commesse nei confronti di bambini e adolescenti da 0 a 17 anni di età. In totale, il numero di infrazioni per il 2018, che il ministero degli Interni contabilizza in circa 38.000, ha per vittime il 53,3% delle bambine e adolescenti e il 46,7% dei loro coetanei maschi. In particolare, la differenza tra i sessi è molto elevata nel caso di maltrattamento familiare, tra i 14 e i 17 anni di età (588 ragazzini e 2.018 ragazzine vittime) e nelle aggressioni sessuali: l'86% delle bambine e adolescenti ne è vittima, contro il 14% dei maschi.
 

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