Nel mondo solo il 24% dei seggi parlamentari occupato da donne

Giovedì 15 Ottobre 2020

Nel mondo reale solo il 24% dei seggi parlamentari sono occupati da donne e le donne ricoprono solo il 18% dei ruoli di ministro. Nel 2018 solo 17 donne erano capi di stato o premier. Nei ruoli gestionali di 1 azienda su 4 non c'è nessuna donna. Nel mondo dei media e dell'industria cinematografica e televisiva i numeri sono altrettanto scoraggianti. Lo ha rivelato Madeline Di Nonno, Ceo del Geena Davis Institute on Gender in Media, oggi in occasione della presentazione virtuale della terza edizione del festival «L'Eredità delle Donne».

L'istituto è stato creato nel 2004 dall'attrice premio Oscar Geena Davis con lo scopo di raccogliere dati su presenza e ruoli femminili nell'entertainment e nei media, e naturalmente combattere l'evidente discriminazione. Cosa impedisce a una giovane donna di aspirare alla leadership e cosa al contrario la incoraggia a perseguire e realizzare le proprie aspirazioni? Il Geena Davis Institute l'ha chiesto a un campione di 10 mila ragazze e giovani donne di 19 diversi paesi d'ogni continente, e d'età compresa tra i 16 e i 25 anni: i risultati sono raccolti nella ricerca «Taking the lead. Girgls and young women on changing the face of leadership», pubblicata nel 2019.

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Il sondaggio

Il 59 % di esse vogliono essere leader nel proprio lavoro e nella propria carriera. Il 22 per cento vorrebbero esserlo nella propria famiglia, il 20 per cento nella propria nazione e comunità. Per la maggior parte di esse le qualità di leadership più importanti sono l'impegno per la giustizia sociale e di genere e la capacità di prendere decisioni collettivamente. Il 60 % sono convinte di dover lavorare il doppio di un uomo, per essere altrettanto rispettate. Il 94 % sono convinte che, in una posizione di leadership, saranno trattate peggio degli uomini. Il 93 % sono convinte che le donne in una posizione di leadership sono vittime di molestie sessuali e accanimento critico. Se la mancanza di modelli femminili di leadership, che attraversa tutti i livelli della società, limita le ambizioni delle ragazze, cosa invece, oltre all'istruzione e al sostegno famigliare, incoraggerebbe una giovane donna a diventare leader? «If she can see it, she can be it!», è la risposta del Geena Davis Institute on Gender in Media: «Se lo può vedere, può diventarlo».

 

 

Le produzioni

Nella seconda fase della ricerca, dunque, l'Istituto ha esaminato come le 56 maggiori produzioni cinematografiche del mondo, viste da milioni e milioni di persone, abbiano ritratto le donne leader. La premessa: dei 10 film campioni d'incasso 2018, nessuno era diretto da una regista. Solo 1 su 4 aveva una donna tra i produttori. E solo 1 su 10 aveva una donna tra gli sceneggiatori. I risultati: i personaggi maschili appaiono sullo schermo - e parlano - per una durata doppia rispetto alle apparizioni dei personaggi femminili. Su 2000 personaggi femminili analizzati, solo il 27 % ricoprono ruoli di leader. Le donne leader appaiono completamente nude quattro volte tanto i personaggi leader maschili.  E tuttavia, per citare solo un esempio, una ricerca condotta sul programma televisivo «X-Files» ha rivelato che il 50 per cento delle partecipanti al questionario ha deciso di affrontare una carriera nel campo delle Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) grazie al personaggio di Dana Scully, medico patologo, interpretato da Gillian Anderson. «Nel mondo reale ci vorranno forse secoli perché sia raggiunta la parità di genere nella leadership. Ma nel mondo della fiction, dell'intrattenimento e dei media può essere raggiunta da un giorno all'altro. E ciò che accade sullo schermo, agisce nel mondo reale», ha commentato Madeline Di Nonno.

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