“Solo perché donna. Dal delitto d'onore al femminicidio”
Melita Cavallo: «Un libro per la cultura del rispetto»

Lunedì 17 Febbraio 2020
“Solo perché donna. Dal delitto d'onore al femminicidio”
Melita Cavallo: «Un libro per la cultura del rispetto»

“Solo perché donna. Dal delitto d'onore al femminicidio”. Domani un dibattito sulla violenza di genere, in occasione della presentazione del libro di Melita Cavallo, ospitata dall’Università degli Studi eCampus all’interno della sua rassegna editoriale. “Solo perché donna. Dal delitto d’onore al femminicidio: la risposta giudiziaria, i centri antiviolenza, la tutela degli orfani” – Ugo Mursia Editore è un libro che ripercorre le storie di fidanzate maltrattate, di mogli picchiate da anni e poi uccise da ex mariti violenti e possessivi, di figli che si ritrovano all’improvviso a superare le difficoltà della vita senza un genitore e un punto di riferimento.

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«In questo libro ho voluto dare visibilità alla violenza subita da tante donne, affrontando il problema in un’ottica di sistema, confrontato con la vita vissuta, sperando nella massima sensibilizzazione della società civile a tutti livelli - sottolinea Melita Cavallo - Lo dedico a tutte le donne in bilico perché si rendano conto il prima possibile di essere entrate in un’area a rischio e utilizzino immediatamente tutte le risorse che il sistema di protezione rende disponibili. Ma anche alle donne fortunate che hanno un marito o un compagno con cui condividono serenamente la vita, perché scendano in campo per contribuire alla cultura del rispetto».

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I delitti commessi contro le donne riempiono del resto quasi quotidianamente le pagine dei giornali: 3.230 - secondo l’ultimo Rapporto Eures - le vittime registrate dal 2000 alla fine del 2019, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge/partner o ex partner. In costante aumento, negli ultimi cinque anni, anche le violenze sessuali denunciate, che raggiungono nel 2018 le 4.886 unità, con una crescita del 5,4% sul 2017 e del 14,8% sul 2014. Secondo l’Istat, sono 538 mila negli ultimi cinque anni le donne vittime di violenza fisica o sessuale da ex partner anche non convivente. La stima degli orfani di femminicidio, poi, conta in Italia dai 1700 ai 1900 bambini e ragazzi da 0 a 18 anni.

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Melita Cavallo, forte della sua lunga esperienza in materia, si serve di vicende realmente accadute per descrivere tutti gli aspetti giuridici connessi: dal delitto d’onore al femminicidio, dal sistema di prevenzione e protezione contro la violenza di genere in Italia alla genesi e all’attività dei centri antiviolenza in favore delle donne che chiedono aiuto per sottrarsi alla prepotenza del marito o del compagno, fino alle forme di tutela che riceve il soggetto minorenne rimasto orfano della madre ad opera del padre. Un’indagine a tutto campo che fa luce su tutte le forme di violenza sul sesso femminile, una delle piaghe più vergognose e diffuse nella nostra società, in cui le donne, solo perché donne, non si sentono del tutto sicure e protette di fronte a un uomo prevaricatore e violento che agisce e si nasconde molto spesso tra le mura domestiche.

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Insieme all'autrice, domani alle 18 in via Matera 18 (Re di Roma),  quarto piano, ingresso libero,  saranno presenti: Titti Carrano, avvocata e già Presidente di D.i.Re. – Donne in rete contro la violenza; Jacopo Marzetti, Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Lazio; Armando Palmegiani, docente di Criminologia Università eCampus; Daniela Fois, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta dell'età evolutiva. L'incontro è moderato da Pino Nazio, giornalista e autore televisivo.
Melita Cavallo è stata Presidente del Tribunale per i minorenni di Roma e giudice minorile a Milano e a Napoli. È stata Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali, Capo del Dipartimento per la Giustizia minorile, Presidente dell’Associazione Italiana dei Magistrati minorili e Presidente della sezione Italia di Gemme (Groupement Européen des Magistrats pour la Médiation). Ha ricevuto il Prix Femmes d’Europe 1995 dal Parlamento europeo e la Légion d’Honneur nel 2012. Ha pubblicato saggi su tematiche familiari e minorili, e partecipa come docente a corsi universitari di specializzazione. È giudice della trasmissione televisiva Forum in onda sui canali Mediaset.

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