Jüne Plã, autrice di "Club Godo", una cartografia del piacere: «Le donne ne parlano più in dettaglio, con tatto e senza complessi»

Martedì 13 Ottobre 2020 di Valentina Venturi
Jüne Plã autrice di

Si può concepire la “cartografia del piacere”? Si possono elaborare semplici disegni che illuminimo il cammino verso l’orgasmo?Jüne Plã, originaria di Marsiglia e di professione character designer per videogiochi, ne è convinta al punto che ha pubblicarto “Club Godo” (Ippocampo Edizioni): un volume esplicativo, educativo e affatto pruriginoso sull’ottenimento dell’orgasmo. La sua idea è di mettere da parte preconcetti e banalità, per concentrarsi sull’infinità di altri modi disinibiti, gioiosi e amorevoli con cui dare e darsi piacere. Ricco di sobrie ed eleganti illustrazioni “Club Godo” è una mappa delle zone erogene e insieme una galleria di tecniche per raggiungere l’orgasmo. Su Instragram (embrione del volume) l’account @jouissance.club ha superato i 660.000 follower, in Francia il libro ha scalato le classifiche ed è in corso di traduzione in inglese UK/US, spagnolo, tedesco e olandese.

Un disegno può davvero aiutare?

«Penso proprio di sì. O comunque so per certo aiuta le migliaia di persone che mi scrivono tutti i giorni per ringraziarmi! Penso che i riferimenti visivi siano importanti per molta gente. Il sesso può essere qualcosa di intimidatorio perché nessuno ci insegna sul serio a praticarlo. Il fatto di apprendere attraverso dei disegni chiari, permette di sdrammatizzare e aiuta a lanciarci con una minore apprensione».

Prima di “Club Godo” come viveva il sesso?

«Piuttosto male, lo confesso. Avevo un sacco di dolori e ad un certo punto era divenuto insopportabile, ma con i miei partner maschi non ci si è mai posti il problema che potesse trattarsi di una richiesta del mio corpo che esigeva di essere trattato differentemente. La penetrazione era troppo presente ed essa non era che sinonimo di dolore, finendo poi con l’annoiarmi, dato che non mi ha mai provocato alcun tipo di orgasmo».

Quando ha iniziato a considerare la penetrazione noiosa e ripetitiva?

«L’anno dei miei vent’ anni, quando conobbi un uomo che la considerava un’opzione fra tante. Mi toccava molto con le mani e costui fu e resta il miglior amante che abbia mai avuto. E ora di anni ne ho trentasette…».

Un uomo avrebbe mai potuto pensare a un libro del genere? E perché?

«L’amante che ho conosciuto avrebbe potuto tranquillamente. D’altronde quindici anni fa gli domandai di scrivere un libro per aiutare gli altri uomini a divenire amanti migliori. Lui non lo ha mai fatto, tuttavia poco male, dato che ritengo che sia tempo che le donne si esprimano liberamente a loro volta a tale proposito».

Pensa che le donne siano più disinibite degli uomini? O è il contrario? E perché?

«Penso proprio di no. Non è una gara e credo che le donne abbiano altrettanto desiderio che gli uomini. Ciò che posso constatare è che le donne s’impadroniscono di questo tema a meraviglia e ne parlano alla fine più in dettaglio, con tatto e senza complessi».

“Club godo” può essere considerato un manuale sessuale?

«Perché no? In ogni caso il libro ci dà le basi per lanciarci senza timore, conoscere un po’ meglio il proprio corpo, il corpo altrui, imparare a toccare qualcuno con sicurezza e creatività per creare alla fine il proprio stile!».

Lo consiglierebbe nelle scuole?

«SÌ! In fin dei conti la prima parte parla di anatomia, di meccanismi e dei preconcetti sul sesso. La seconda parte è più tecnica. Mi riesce difficile immaginare qualcuno che a scuola ci insegni a realizzare dei magnifici cunnilingui! (ride, ndr.)».

Qual è la regina delle zone erogene? E il re?

«Non ci sono realmente delle regole né norme, ma si può constatare che la zona più sensibile di un clitoride è il glande. Per coloro in possesso di un pene, penso subito alla prostata che riesce ha provocare orgasmi veramente intensi. Detto ciò, queste sono entrambe zone spesso neglette. Pazzesco, vero?».

Ha mai scandalizzato qualcuno con i suoi disegni?

«Sì, probabilmente. Il mio account è stato soppresso due volte in seguito a segnalazioni ad opera di altri utenti di Instagram. Ci saranno sempre persone refrattarie all’educazione sessuale, ma non mi incutono alcuna paura. Temo piuttosto la “non-educazione” che non insegna le basi del consenso ai ragazzi. Ho paura perché non si educano neppure le ragazze a dire “NO”. Quando parlo di piacere su Instagram, parlo anche di reciproco rispetto e di comunicazione. Sul mio profilo si parla di esplorazione, invitando ragazze e ragazzi a conoscere i propri limiti e a farli rispettare».

Qual è stato il commento più insolito che ha ricevuto? E il più divertente?

«Ne ricevo parecchi! Ma l’ultimo in ordine cronologico è stato di un ragazzo che mi diceva che era fuori di sé dalla gioia dal momento che, grazie al mio libro, ha provato a leccare una ragazza per la prima volta in vita sua e quest’ultima non riusciva credere non l’avesse mai fatto prima, tanto era stato bravo! (ride, ndr.)».

I suoi partner si sono mai sentiti inibiti dalle sue descrizioni o indicazioni?

«Sì. Per la verità, i miei partner uomini non guardavano neppure i miei disegni. Mi ha particolarmente ferita il vedere che il mio piacere non li interessava poi più di tanto. Dopo aver terminato di scrivere il libro, ho preferito dare un taglio all’eterosessualità perché non mi sentivo rispettata. Inoltre quando si va a letto con una persona dello stesso sesso non ci occorre più di tanto farle dei disegnini, per cui, tanto di guadagnato!».

La proposta sessuale più assurda che le hanno fatto o che ha fatto?

«(ride) Preferirei tenerla per me».

Ha provato tutti i consigli che dà nel libro?

«Assolutamente tutto, sì! Era importante per poter spiegare in dettaglio come fare le cose e i risultati di queste azioni».

Progetti futuri?

«Mi piacerebbe guardare oltre e contribuire all’educazione sessuale nelle scuole medie e in quelle superiori».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 19:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA