ROMA

Da Mina alla Magnani: in una mostra a Roma le donne che hanno cambiato l'Italia

Sabato 6 Luglio 2019 di Valeria Arnaldi

«Per parecchio tempo sono stata un maschio, di nome e di fatto: ho rifiutato con violenza la femminilità», ha confessato Claudia Cardinale, giunta a Roma dopo aver subito una violenza sessuale a Tunisi. Rimasta incinta, iniziò a lavorare nel cinema e durante la gravidanza girò addirittura tre film. Capace di passare da ruoli comici a temi sociali, Sophia Loren, notata per le sue curve prosperose, ha affermato più volte con ironia: «Tutto quello che sono lo devo agli spaghetti». Elsa Martinelli non voleva farsi truccare e rifiutava gli abiti cuciti per lei dalle case produttrici. Virna Lisi, rigettando il ruolo di bambola, ruppe il contratto che la legava alla Paramount, rinunciando così a Hollywood per un figlio. Anna Magnani, vero e proprio monumento del cinema e della romanità, fiera delle sue rughe, è stata omaggiata perfino da Jurij Gagarin che dalla navicella Volstok 1 decollata per il primo volo spaziale con a bordo un essere umano, nel 1961, disse: «Saluto la fraternità degli uomini, il mondo delle arti e... Anna Magnani».

Raffaella Carrà: «Ecco perché mi considerano un'icona gay»
 

 

OLTRE I CANONI
Sono grandi donne, prima ancora di essere grandi interpreti. Donne che hanno scelto di andare oltre canoni e consuetudini, lottando contro le discriminazioni, decise a rinnovare l'immagine femminile. E che, tra battaglie, ambizioni, sacrifici, impegno, sfide, determinazione, hanno raggiunto il successo. Donne che hanno sostenuto e difeso il diritto di essere se stesse, al di là degli spazi previsti e consentiti dalla società, nei vari ambiti. Così Mariangela Melato, Stefania Sandrelli, Patty Pravo, Caterina Caselli e molte altre, da Franca Valeri, che ha aperto la strada a tutte le comiche moderne, a Raffaella Carrà che, nel 1970, a Canzonissima, condotta con Corrado, mostrò per la prima volta l'ombelico nella sigla di apertura Ma che musica maestro, dando scandalo e avviando, di fatto, una rivoluzione di costume e sguardo. E ancora, Elsa Morante, Giulietta Masina, Lea Massari che per prima denunciò le colleghe che si concedevano in cambio di parti importanti - Lina Wertmuller. A vite e storie di grandi figure femminili dello spettacolo e della cultura italiana, che hanno segnato gli anni 50 e '60, tra attrici, registe, danzatrici, cantanti, è dedicata la mostra L'energia delle donne, ospitata fino al 30 settembre presso la sede del Gruppo Iccrea a Roma. Sotto i riflettori non sono i personaggi femminili che hanno fatto la storia del cinema, ma le interpreti che hanno prestato loro corpo, voce, talento. L'esposizione, per ora (si sta lavorando ad una prossima apertura ai romani) è riservata agli oltre duemila dipendenti del Gruppo Iccrea e alle BCC aderenti al Gruppo riunisce immagini di Marcello Geppetti, fotografo tra i paparazzi che alimentarono il mito della Dolce Vita. «Questa per noi è un'iniziativa densa di significato commenta Mauro Pastore, dg di Iccrea Banca perché tutto il Gruppo si ispira a principi come la parificazione delle opportunità e l'inclusione sociale». Lontano dai ritratti posati delle dive di grande e piccolo schermo o palco, l'iter espositivo racconta storie di donne reali, differenti, anche distanti, per carattere, provenienza, formazione ma accomunate dalla forza con cui hanno affrontato la vita, riuscendo a realizzare i propri progetti. Ogni scatto è corredato dal racconto della vita e della battaglia della donna ritratta. Carla Fracci «andò a vivere con il suo compagno prima del matrimonio e decise di avere un figlio contro il parere di chi lo considerava un lusso per una ballerina. Lei invece danzò fino al quinto mese di gravidanza, mise al mondo Francesco e tornò sul palcoscenico eseguendo i famosi 32 fouettés al teatro alla Scala».

OGNI SCATTO UNA LOTTA
Poi c'è Mina, legata a Corrado Pani, già sposato ma praticamente separato in casa. «Sapevano a cosa sarebbero andati incontro - recita la biografia - ma volevano un figlio a tutti i costi, consapevoli che l'opinione pubblica non gliel'avrebbe perdonata». Dopo la nascita di Massimiliano, «vissero in albergo per non finire in carcere, perché su di loro pendeva la denuncia per concubinaggio». Mina «si difese, rilasciò interviste, e squarciò con fierezza quel velo di ipocrisia ancora imperante nella società dell'epoca». Monica Vitti «minacciò addirittura di uccidersi quando sembrava che il medico stesse per non concederle l'idoneità alla recitazione da presentare all'Accademia Silvio D'Amico, a causa dello stato delle sue corde vocali». Senza dimenticare le dive straniere: Marlene Dietrich, Liz Taylor, Brigitte Bardot. Inserita nel programma del Giro Rosa Iccrea - manifestazione ciclistica femminile partita in Piemonte l'esposizione si fa così racconto delle donne di ieri per guardare anche a quelle di oggi e ispirarle per il domani.
 

Ultimo aggiornamento: 11:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA