Raffaella Fonda direttore di "Time4child": «Raccontiamo ai ragazzi il mondo moderno»

Mercoledì 18 Novembre 2020 di Valentina Venturi
Raffaella Fonda

Raffaella Fonda è il direttore di “Time4child – Keep in Mind your Future is Now”, manifestazione dedicata ai ragazzi e alle famiglie. In origine doveva tenersi in presenza al MIND (Milano Innovation District), ma causa lockdown si è scelto di organizzarla online. In uno spazio di educazione virtuale (www.time4child.com), sono state riunite professionalità contemporanee, a cominciare dal padrino della manifestazione Stefano Accorsi, per parlare ai giovani del futuro. Si sono susseguiti sul palco il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, ma anche la criminologa investigativa e psicologa forense Roberta Bruzzone.

Come nasce l’idea?

«Da Luca Bernardo, direttore del Dipartimento Medicina dell’Infanzia e dell’Età Evolutiva S.C. Pediatria del Fatebenefratelli di Milano e da Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della Clinica Pediatrica e del Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Vittore Buzzi dell’ASST Fatebenefratelli – Sacco. La manifestazione è a favore delle famiglie italiane e dei loro figli ed ha origine dall’omonima cooperativa sociale. La mission è chiara: creare una “comunità di saperi”. Giovedì 19 per esempio con l’incontro “Né angeli né demoni”, affrontiamo una corretta educazione finanziaria per le nuove generazioni, insieme a Armida Torreggiani, ricercatrice del CNR e Marina D’Ambrosio, Manager e Coordinatrice Sud Italia per Junior Achievement».

Un impegno che porterà i suoi frutti?

«Sono una donna appassionata, soprattutto quando parlo dei miei sogni. Con “Time4Child” ho realizzato un sogno, sono riuscita a mettere insieme le differenze: politiche diverse, aziende che in un’altra epoca non avrebbero mai accettato di partecipare, ricercatori, universitari e studiosi. Tutti insieme a sostegno di quelle che poi saranno le nostre gambe, i giovani saranno gli adulti del domani».

Ha imparato qualcosa?

«La cosa incredibile, visto che parliamo di diversità e io sono il direttore di questo evento, è che mi ha portato a capire che le diversità, le differenze, vanno messe al centro. Sono un valore e devono diventarlo».

Nella sua carriera, ha mai trovato difficoltà?

«Sempre. Sono una giornalista e vengo dal mondo sanitario, un mondo complesso, dominato dagli uomini, molto maschile. È capitato, in quanto donna, che non mi sia trovata a dovermi mettere in risalto ma a non essere proprio presa in considerazione. Per questo evento sarebbe stato facile dire “ci sono riuscita in quanto madre”, ma non è vero. Ho messo al centro e al servizio delle future generazioni la mia sensibilità, mia professionalità e il mio sudore. Sono tutte cose che poteva mettere anche un uomo».

Da madre e professionista, cosa insegna a suo figlio?

«Faccio sempre l’esempio della fiaba. Raccontiamo ai bambini le fiabe per quello che sono: ci sono principesse forti e ci sono principi forti, ci sono donne con poteri magici e ci sono uomini con poteri magici. E non per forza donne che stanno a casa a pulire o a casa ad occuparsi dei figli. Senza retorica, raccontiamo ai ragazzi il mondo moderno, in cui una donna può essere mamma e prima deve essere donna».

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