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L'addio della prof agli studenti: «Ho il cuore a pezzi, siete stati voi i miei maestri. Una fortuna avervi conosciuto»

Mercoledì 2 Settembre 2020 di Maria Lombardi
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L'abbraccio dei ragazzi alla prof

«A tutti i miei cari studenti. Vi porterò sempre nel mio cuore, un cuore che adesso è un po' a pezzi. Siete stati voi i miei maestri. Mi avete insegnato a prendere con leggerezza e dolcezza la vita, a prendermi meno sul serio. Mi avete insegnato a mettermi in discussione, a capire i miei limiti e a provare a superarli, perché così avrei potuto aiutare voi a trovare il tesoro che nascondete dentro».

La prof Bragalone se ne va. Lascia il liceo artistico romano Carlo Giulio Argan e scrive su Instagram un post ai suoi ragazzi per ringraziarli dell'anno speciale che hanno vissuto insieme. «Un anno difficile - racconta Ilaria Bragalone, 39 anni, docente di Discipline pittoriche - che mi ha arricchito tanto. La mia è stata una risposta ai tanti messaggi che ricevuto dagli studenti e dalle loro famiglie». Sulla pagina della scuola i ragazzi avevano pubblicato una faccina in lacrime, «la nostra reazione all'addio della professoressa Bragalone». E poi messaggo vocali di pianto, «cosa possiamo fare perché lei non vada via?», «ci mancherà da morire, non sa quanto le possiamo volere bene». 

Lei risponde. «Vi auguro di amare l'arte come io la amo - il messaggio della professoressa - L'arte è, non solo la strada che ci guida verso noi stessi, ma ha un potere straordinario: riesce a dare voce a noi stessi, quando le parole da sole non bastano. E io so quanto avete da dire. Vi auguro di realizzare ogni vostro sogno , di crescere e di diventare la promessa che siete ai miei occhi.....Mi sento così grata e fortunata di avervi conosciuto, e anche se adesso mi sento triste so di essere stata davvero fortunata. Vi auguro di vedervi come io vi vedo: piccole stelle che però brillano di una luce già abbagliante. Brillate e non vi scordate della vostra Prof rompiscatole e fissata con i chiaroscuri e le matite HB».

Quest'anno la prof insegnerà al liceo Caravaggio dell'Eur. «Sono di ruolo in una scuola di Tivoli dove non si insegna la mia materia e per non fare da tappabuchi accetto delle assegnazioni annuali. Purtroppo non si tiene in considerazione cosa pensano i ragazzi, non è vero che preferiscono il professore più facile. Io metto dall'1 al 10 e sono pignola. Ma questi mesi complicati e intensi hanno creato legami profondi. Nel periodo del lockdown ci sentivamo dalle 8 del mattino a mezzanotte, non è semplice insegnare disegno a distanza. Qualcuno filmava con il telefonino l'esecuzione del disegno, altri mi mandavano le tavole e io le correggevo. Abbiamo lavorato molto sull'interiorità e sui disagi che i ragazzi hanno vissuto durante l'isolamento. Il distacco ora è dolorosissimo».

E chissà che non ci si ritrovi insieme. «Spero che prima o poi - scrive la prof - io possa tornare in quella scuola che per me è stata casa».

Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 14:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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