Prof uccisa in via del Babuino, domani protesta in Tribunale per scongiurare una sentenza soft

Mercoledì 27 Novembre 2019 di Raffaella Troili
Prof uccisa in via del Babuino, oggi protesta in Tribunale per scongiurare una sentenza soft

Domani alle 9.30 presso la Corte d'Assise d'Appello nuova udienza del processo a carico di Francesco Carrieri, l'assassino di Michela di Pompeo, la docente della prestigiosa Deutsche Schule uccisa in casa in via del Babuino nel maggio 2017: le amiche, gli amici, gli studenti della docente saranno presenti come sempre per chiedere “Giustizia per Michela" e spiegano «per manifestare il nostro disappunto. Si profila una sentenza molto amara dal nostro punto di vista, a causa di una nuova perizia psichiatrica sull'imputato. Secondo il risultato della terza perizia, in totale contrapposizione con le perizie precedenti, l’uomo si sarebbe trovato in uno stato confusionale al momento dei fatti. La perizia addirittura sostiene cheil soggetto non sarebbe socialmente pericoloso, a condizione che continui a vita a prendere dei farmaci adatti. Francesco Carrieri era gia’ stato depresso in altri momenti della vita, e ha smesso di curarsi quando ha conosciuto Michela. Nessuno aveva mai detto a lei che si trattava di un malato psichiatrico. Né le sorelle né i figli di lui, con i quali Michela era in continuo contatto. Quest'uomo, se uscirà presto dal posto dove ora si trova, potrà fare ancora del male! Potrà ancora uccidere! Che resti dove è. Che non possa più tornare tra noi. Che paghi la sua pena per le scelte che ha fatto!». Chi voleva bene a Michela Di Pompeo sarà alle 9.30, presso il Tribunale di Roma, a Piazzale Clodio. «Noi ci saremo!!! I giudici non possono permettere che altre donne siano messe a rischio assolvendo gli assassini che sono turbati di mente».

 

In base alle ultime conclusioni degli psichiatri incaricati dalla prima Corte d'Assise d'Appello di Roma, Carrieri, versava in condizioni tali da almeno grandemente scemare la capacità d'intendere e volere» e in considerazione della buona risposta alla terapia farmacologia gestita negli ultimi due anni in carcere, «si può escludere la pericolosità sociale in senso psichiatrico, a condizione che non interrompa le cure». Gli psichiatri Gabriele Sani e Massimo Di Genio, incaricati di verificare la capacità d'intendere e volere di Francesco Carrieri, il direttore di banca romano che il primo maggio 2017 uccise la compagna nella sua abitazione di via del Babuino, nel centro storico di Roma sono arrivati a ottobre a questa conclusione.

L'uomo è stato condannato a 30 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato, dopo una sentenza emessa dal gup capitolino a conclusione del rito abbreviato; ora è previsto il pronunciamento dei giudici d'appello.
Era il primo maggio 2017 quando, al culmine di una lite, Carrieri colpì la compagna con un peso da palestra, uccidendola sul colpo. Fu lo stesso Carrieri, dopo l'arresto, ad ammettere la sua responsabilità. Disse più tadi che aveva timore di esser lasciato.

Ultimo aggiornamento: 19:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA