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Rete femminile scrive a Mattarella: «Ai convegni solo relatori maschi»

Rete femminile scrive a Mattarella: «Ai convegni solo relatori maschi»
di Annamaria Barbato Ricci
3 Minuti di Lettura
Domenica 22 Settembre 2019, 16:11 - Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 08:42

Ancora una volta la foto del palcoscenico della presentazione del libro-ricerca di Domenico De Masi “Roma 2030” ha visto solo uomini (ben 15) schierati sul palco, alla presenza del Capo dello Stato, a discettare sui mali della Capitale. Ma a parte la sindaca Virginia Raggi, invitata d'obbligo all'iniziativa, in quel parterre non c'erano presenze femminili invitate per parlare della situazione di una città che dovrebbe essere il biglietto da visita del nostro Paese. 
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Una folta rete di donne e di associazioni femminili, «Noi Rete Donne», nata dieci anni fa, le cui componenti sono impegnate nelle istituzioni, nelle imprese, nella società civile, ha preso carta e penna per scrivere al Capo dello Stato.
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 «Onorevole Presidente,     siamo una rete di donne attivamente impegnate nei vari ambiti del mondo del lavoro, molte delle quali anche con ruoli decisionali ‘alti’, che sentono l’imperativo categorico di essere sentinelle del processo di promozione delle donne contro le discriminazioni di genere. Purtroppo, per quanto sotto il profilo legislativo si registrino avanzamenti a tutela della parità, nella realtà dei fatti si rileva una retrocessione nel cammino dei diritti della dignità umana tra donne e uomini, insieme a una narrazione ingenerosa delle realtà femminili. Come combattere una simile deriva che testimonia il congelamento della società formale?»
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Davanti all'ennesima fotografia di un convegno con soli uomini, «Noi Rete Donne» ha coniato ironicamente persino un neologismo, il ‘manel’, ovvero un convegno con panel di soli uomini.

Marisa Rodano e Daniela Carlà che si sono fatte portavoce della rete femminile, hanno voluto ricordare alcuni pilastri normativi, a partire dall’articolo 3 della Costituzione, che dovrebbe incoraggiare la presenza rappresentativa delle donne nella società, eliminando quegli ostacoli che ancora oggi impediscono una effettiva parità ad ogni livello e grado.

«Le suggeriremmo, pertanto, attraverso la Sua moral suasion - si legge nella lettera - di indirizzare l'organizzazione dei convegni che La vedono presente, chiedendo che i panel siano sempre, se non con egual numero di relatori maschili e femminili, almeno con la presenza ‘anche’ di donne. Un segnale, un esempio che servirebbero a segnare un itinerario anti-discriminatorio».
 
 

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