Ocse, l'Italia all'undicesimo posto nei progetti per la parità di genere

Venerdì 4 Ottobre 2019

Più donne lavorano, maggiori sono le opportunità di crescita e sviluppo. Si calcola che con la parità uomo-donna l'economia mondiale crescerebbe del 35%. I paesi europei più forti hanno due caratteristiche ben precise: un alto tasso di occupazione e una forte presenza femminile nel lavoro, nell’economia, nella politica. L'Italia fa ancora troppo poco per raggiungere il traguardo. Tra i 28 paesi del Comitato per l'aiuto allo sviluppo (Dac) dell'Ocse, il nostro paese è  all’undicesimo posto per fondi destinati a progetti che hanno come obiettivo la  parità di genere. Anche se c’è ancora molto da fare, c'è da notare però  è che nel 2017, rispetto all’anno precedente, i fondi italiani con questi target sono aumentati del 172%. Tuttavia i progetti che hanno come obiettivo principale la parità di genere sono ancora solamente il 3,7%  (55 milioni su 1.477). Nella classifica, al primo posto c'è la Germania, seguita da Giappone e Stati Uniti, all'ultimo l'Irlanda.

Del Dac  (development assistance committee) fanno parte 30 membri tra cui l’Italia e l’Unione europea. Il comitato dei paesi Dac ha lo scopo di indirizzare al meglio le politiche di cooperazione allo sviluppo. Il raggiungimento della parità di genere è il quinto tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda delle Nazioni Unite. Secondo un rapporto del 2015 dell'istituto McKinsey se nel 2025 la partecipazione femminile all'economia raggiungesse la parità con quella maschile, l’economia globale crescerebbe di 28milia miliardi di dollari. Nel 2017 tuttavia tra i fondi destinati dai paesi Dac a progetti di sviluppo solo il 34% aveva tra i sui obiettivi rilevanti il perseguimento della parità di genere e solamente il 4% considerava questo come obiettivo principale.

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