Adena Friedman, dal taekwondo al vertice del Nasdaq: «L'arte marziale mi ha insegnato a incassare i colpi»

Mercoledì 29 Maggio 2019 di di Cristiana Mangani
Adena Friedman, ceo di Nasdaq
Il suo nome compare sulla rivista Forbes prima della regina Elisabetta o del capo dei media Oprah Winfrey: Adena T. Friedman è al sedicesimo posto nell’elenco delle donne più potenti del mondo. Presidente e Ceo del gigante Nasdaq, gruppo borsistico da due miliardi e mezzo di dollari all’anno, ha scalato posizione su posizione dopo essere partita da stagista (non pagata) a 24 anni (ora ne ha 49). Ora sta rivoluzionando la sua compagnia e anche l’intera finanza mondiale, perché è la massima ispiratrice della rivoluzione tecnologica fatta di cloud, blockchain e intelligenza artificiale.

La signora ha un suo segreto, qualcosa che, a suo dire, l’avrebbe aiutata a destreggiarsi nel mondo degli affari: è cintura nera di taekwondo. «Una grande disciplina per il mio corpo e la mia mente - spiega - Mi ha colpito l’idea che il successo sia nel mio controllo, ha contribuito a ridurre la paura di prendere un pugno. So che posso essere colpita, e non è la cosa peggiore del mondo. Ho solo bisogno di decidere di rialzarmi e continuare a combattere».
I vertici del colosso americano li ha raggiunti nel 2017, anche se ha iniziato la sua attività nel 1993. È stata una lenta salita verso l’alto, ma costante. Oggi Adena Friedman si augura di «essere conosciuta come un grande leader, non un grande leader al femminile». All’interno dell’azienda ha introdotto politiche per aiutare un maggior numero di donne ad avere ruoli senior in Nasdaq. Nata e cresciuta nella città americana di Baltimora, ha raccontato alla Bbc di essere stata ispirata dal padre finanziere, mentre la sua “eroina” è stata la mamma che da casalinga, ha preso una laurea in Legge ed è diventata prima donna partner in uno studio legale locale.

Educata in una scuola privata per ragazze, Friedman, per un momento, avrebbe anche voluto fare l’astronauta, dopo aver visto Sally Ride diventare la prima donna americana ad andare nello spazio nel 1983. E più tardi, con la laurea in scienze politiche al Williams college di Massachusetts, ha immaginato anche una carriera politica. Però, dopo aver lavorato per l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore quando era un senatore degli Stati Uniti, ha preferito il mondo degli affari, perché - ha spiegato - «l’impatto è stato più immediato. C’è stato più feeling».
© RIPRODUZIONE RISERVATA