“Squillo”, il gioco per gestire le prostitute: interrogazione parlamentare M5S per chiedere il ritiro

Squillo , il gioco per gestire le prostitute: interrogazione parlamentare M5S per chiedere il ritiro
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Mercoledì 13 Novembre 2019, 15:47
ll gioco da tavola «Squillo» arriva in Parlamento. Aveva scatenato una valanga di polemiche il gioco sulla prostituzione con carte illustrate prodotto da Freak & Chic: ogni giocatore ricopre il ruolo di sfruttatore di prostitute e gestisce diverse ragazze, divise tra escort e prostitute di strada, ognuna con una propria particolarità, parcella, ricavato finale. Lo scopo è quello di sconfiggere il protettore avversario, manovrando le proprie squillo, che poi possono essere uccise e i loro organi venduti per far guadagnare punti ai concorrenti. «Cela un'inaudita violenza contro le donne», sostiene la senatrice del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli che ha presentato sul tema una interrogazione parlamentare sottoscritta dal gruppo M5S Senato. Nell'interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico, dell'Interno e delle Pari opportunità si chiede quali iniziative intendano assumere per contrastare la diffusione e la vendita di giochi come Squillo «che sviliscono la donna nella sua dignità, alimentando una spirale di disprezzo che non può certo ritenersi estranea al dilagare dei fenomeni di sopraffazione e odio».

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«La violenza sulle donne non è un gioco. Ricordiamocelo sempre», scrivono i senatori M5S. «Quello che dal 2012 è stato da più parti denunciato è che Squillo evoca la fattispecie di istigazione a delinquere e di apologia del reato, in quanto esalta la commissione di gravi reati, come lo sfruttamento e l'induzione alla prostituzione, l'omicidio, la vendita di organi e lo spaccio di stupefacenti. Eppure il gioco continua a essere venduto e nel corso degli anni la gamma di offerta è stata ampliata con Squillo pappa (prima edizione, esaurita), Squillo deluxe e Squillo bordello d'oriente, dove le squillo sono di nazionalità cinese, indiana, vietnamita, mongola, giapponese e thailandese. Tutto ciò non è più tollerabile»
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