FASE 2

Fase 2, recessione al femminile, le donne licenziate sono il 10% in più degli uomini

Martedì 26 Maggio 2020
Recessione al femminile, le donne licenziate sono il 10% in più degli uomini

Se la crisi finanziaria ed economica del 2009 era nota come «the men's recession», la recessione degli uomini, la crisi provocata dal Covid 19 sta colpendo maggiormente le lavoratrici americane. È quanto emerge dall'analisi degli ultimi dati della disoccupazione Usa che indicano le donne che hanno perso il lavoro sono un 10% in più degli uomini. «Questa è una recessione veramente atipica, abbiamo volontariamente chiuso settori principali dell'economia e c'è una caduta della domanda mai vista in precedenza, entrambi i fattori provocati dalla crisi sanitaria globale», ha detto a The Hill Shai Akabas, direttore di politica economica del Bipartisan Policy Center. Mentre la Great Recession iniziata nel 2008 ha colpito i settori, come l'edilizia e l'industria manufatturiera, con una prevalenza dei lavoratori maschi, il lockdown ha interessato soprattutto il settore delle vendite al dettaglio. Negli Usa, per esempio, sono donne il 73% degli addetti dei negozi di abbigliamento, il 71% di quelli di oggettistica ed il 75% dei fiorai. Nel settore dell'ospitalità, ristoranti ed alberghi, sono sempre maggioranza, anche se più contenuta, il 53%. Mentre la percentuale risale in saloni di bellezza, centri estetici e di benessere.

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I SETTORI
Ma secondo Elise Gould, economista dell'Economic Policy Institute, think tank economico progressista, anche «nei settori economici dominati dagli uomini, sono le donne a perdere maggiormente il posto». E cita come esempio il fatto che tra febbraio e marzo nei servizi professionali e di business il 56% dei licenziati sono stati donne che rappresentano il 46% degli addetti del settore. «Credo che questo abbia a che vedere con tipo di incarichi che le donne hanno in questi settori» aggiunge l'economista spiegando che è meno frequente che una donna arrivi ad incarichi di medio ed alto livello e quindi sono tra le prime ad essere licenziate quando ci sono problemi. «È meno probabile che le donne vengano promosse a posizioni dove è più probabile che siano protette», ha detto. Infine, e questo è ancora più allarmante, in alcuni settori le donne hanno perso posti di lavoro che sono andati subito ad uomini. Per esempio nel settore delle consegne e dei magazzini, uno dei settori che è invece fiorito durante la crisi, per le donne, che rappresentano il 26% della forza lavoro, viene citata una percentuale, impossibile, di licenziamenti del 146%, che significa che sono stati aggiunti lavoratori maschi, il 46% dei posti, per sostituire le lavoratrici.

 I FIGLI
Questo dipende dal fatto, viene detto ancora dall'economista, che sulle donne è caduto principalmente il peso della cura dei figli rimasti a casa per la chiusura delle scuole. Il rafforzamento dei sussidi di disoccupazione previsto dal pacchetto di intervento federale da 2.200 miliardi di dollari, prevede l'assistenza a chi ha dovuto lasciare il lavoro per prendersi cura dei figli. Ma molte madri single hanno dovuto affrontare la difficile scelta tra l'assistenza ai figli ed il posto di lavoro, senza la certezza di poterne trovare un altro una volta esauriti gli aiuti federali. Per questo la Speaker della Camera, Nancy Pelosi, recentemente ha chiesto l'adozione di programmi per aiutare «i milioni di famiglie che hanno difficoltà a mettere il cibo in tavola a causa di questa minaccia senza precedenti alle loro vite e stili di vita. Studi - ha detto ancora la leader democratica - dimostrano come una madre su 5 di bambini sotto i 12 anni dice che i suoi figli non hanno cibo a sufficienza durante la crisi del coronavirus, un dato tre volte superiore a quello registrato durante la Grande Recessione».

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