CORONAVIRUS

Coronavirus, la farmacista: «Dieci donne alle macchine, così cuciamo e regaliamo mascherine»

Venerdì 20 Marzo 2020

L'idea di una farmacista, dieci donne di Comiso e alcune macchine da cucire. Arriva dal ragusano il tentativo di far fronte alla mancanza, in Sicilia, di mascherine per contrastare la diffusione del Coronavirus. Elena Bocchetti, titolare di una farmacia di Comiso, ne ha realizzate un centinaio da regalare a chi ne ha necessità.

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«Ci tengo a precisare - dice - che si tratta di mascherine non a norma e, chiaramente prive del marchio CE, ma che possono essere utilizzate, nel rispetto di tutti i consigli di sicurezza diffusi dal governo, quando si deve inderogabilmente uscire di casa». Tutto nasce pochi giorni fa, davanti alla crescente richiesta di questi ormai introvabili presidi. «Come farmacia dovevamo fare qualche cosa - continua Elena Bocchetti - e in pochi giorni ci siamo riusciti, mettendo insieme idee, disponibilità e competenze diverse. Nel giro di quarantotto ore abbiamo reperito tutto il materiale possibile e contattato chi avesse una macchina da cucire a disposizione. Abbiamo coinvolto dieci donne di Comiso che ininterrottamente hanno lavorato per confezionare il maggior numero di mascherine possibili. Grazie a queste maestre dal cuore d'oro è stata creata una catena di montaggio per mascherine di cotone, un tessuto facilmente sterilizzabile a qualunque temperatura».

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Le mascherine realizzate sono in doppio strato di cotone, con una tasca che contiene un foglio di garza sterile in tnt (che ha un potere filtrante) ed uno di carta forno (impermeabile) per evitare il droplets. Una volta lavate opportunamente e sostituito il filtro in tnt e il foglio di carta da forno possono essere riutilizzate. L'iniziativa ha subito riscosso un grande successo, così la farmacia Bocchetti ha deciso di proseguire e ha lanciato un appello affinché chi, nel comune di Comiso, abbia una macchina da cucire si metta al lavoro per confezionare mascherine da regalare a chi ne fa richiesta in farmacia. «Insieme - conclude - possiamo fare la differenza».

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