«Maria Paola uccisa perché amava un ragazzo trans, ora subito la legge contro l'omofobia»

Domenica 13 Settembre 2020 di Maria Lombardi
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Maria Paola è stata punita due volte. Come sorella che non può decidere liberamente della sua vita perché in famiglia c'è un uomo a decidere per lei. E come donna che ama un ragazzo trans, e dunque è «infetta», malata anche lei come il suo compagno, e bisogna «darle una lezione», ci pensa l'uomo di casa.  Maria Paola è morta due volte, l'altra sera a Caivano (in provincia di Napoli), cadendo dal suo scooter: il fratello Michele Gaglione l'ha speronata e mandata fuori strada. Maria Paola vittima di una doppia violenza. «Un femminicidio e un atto di transfobia», attacca Daniela Falanga, presidente di Arcigay Napoli.

Maria Paola, 22 anni, amava Ciro (all'anagrafe Cira, un ragazzo transgender, biologicamente donna ma con un'identità maschile). «Sbagliato parlare di relazione gay», precisano in tanti  sui social. E da più parti si chiede ora l'approvazione della legge contro la transomofobia. «In Italia non c'è libertà di amare, si continua a morire di omotransfobia e misoginia. Ecco perché è urgente approvare subito la legge Zan», scrive su Twitter la deputata dem Laura Boldrini. Un «insieme di misoginia, transfobia e omofobia, sentimenti ignobili che vanno combattuti con fermezza e sradicati con l'educazione», commenta Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. Parla di «ribrezzo», Paolo Gentiloni, commissario europeo per l'Economia. Legge al più presto, incalza il segretario dem Nicola Zingaretti.

E mentre la mamma di Ciro accusa Michele di «aver commesso deliberatamente un omicidio perché non sopportava che la sorella frequentasse un uomo trans. I figli si accettano così come vengono», la famiglia di Maria Paola affida al parroco un'altra versione e parla di un incidente, «Michele era uscito per convincere la sorella Maria Paola a rientrare a casa».

«La tragedia sconvolgente di oggi ci dice quanto ci sia bisogno di una legge contro l'omotransfobia», afferma il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.  «La relazione tra Maria Paola e Ciro, il suo compagno trans, diventa il bersaglio di una società transfobica, che elegge a suo sicario un maschio, il fratello di Maria Paola, che in linea con la cultura patriarcale del nostro Paese si sente in diritto di decidere della vita della sorella», il commento di Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. «La legge serve, è un passaggio ineludibile per produrre un cambiamento. E serve subito». 

«L'odio verso le persone transgender uccide», aggiunge Vladimir Luxuria«Tanta la violenza che si cela dietro questa inaccettabile morte: da quella contro gli omosessuali e quella sulle donne», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

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Il disegno di legge

Il testo base contro l'omotransfobia  e la misoginia - approdato i primi di agosto alla Camera - ha come relatore il deputato del Pd Alessandro Zan. L'iter della legge è cominciato a ottobre 2019. «E' un testo molto avanzato - spiega Zan - che interviene su un tema in cui l'Italia è molto indietro. Sarà una dura battaglia che avrà forti resistenze. Ma è una legge di civiltà e questa volta, dopo cinque tentativi andati a vuoto, dobbiamo farcela». La legge introdurre il reato di omotransfobia per chi discrimina, minaccia e aggredisce gay e trans e contrasta i crimini di odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali ma anche contro le donne. Se il testo entrasse in vigore, verrebbero modificati gli articoli 604-bis bis e 604-ter del Codice penale sui reati di violenza e discriminazione, introducendo una specifica fattispecie per i comportamenti discriminatori motivati dall’orientamento sessuale.
Il testo della legge Zan prevede inoltre l'istituzione, per il 17 marzo, della giornata nazionale contro l'omotransfobia e la creazione di centri antidiscriminazione e di case rifugio per dare riparo e sostegno alle vittime sull'esempio di quanto fatto per difendere le donne vittime di stalking. In Parlamento la legge è sostenuta dai partiti di maggioranza e da un gruppetto di deputati liberal di Fi, mentre contro e pronti ad alzare le barricate sono Lega, Fdi e la maggioranza degli azzurri.  Viene inoltre istituita una data italiana, il giorno 17 maggio, quale "Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia".
Contrari al ddl Zan Lega e Fratelli d'Italia, mentre Forza Italia ha sin dall'inizio lasciato libertà di scelta ai propri parlamentari. Per  Lega e FdI  la legge rappresenta
«un bavaglio alla libertà d'espressione e di opinione» che apre la strada a «pericolose derive liberticide».  La cosiddetta «clausola salva idee» chiarisce che la «libera espressione di convincimenti ed opinioni» non rientra nell'istigazione a compiere atti discriminatori o violenti.

 Critiche da parte di alcuni movimenti femministi, a cominciare da "Se non ora quando?" che preferirebbero all'espressione identità di genere - che, sostengono, danneggerebbe i diritti delle donne - quella di transessualità. 

 

Ultimo aggiornamento: 20:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA