CORONAVIRUS

Lydia racconta perchè ha scelto di fare da cavia ai test umani del vaccino contro il coronavirus

Venerdì 24 Aprile 2020
credit BBC

Si chiama Lydia e farà da test al vaccino anti coronavirus. Non diventerà certamente ricca: solo qualche centinaia di sterline di rimborso in cambio della disponibilità a far da cavia nei primi test umani della pozione che il mondo attende per neutralizzare il micidiale Covid-19. È iniziata oggi l'avventura tra i volontari, poco più di mille uomini e donne sani, di età compresa fra 18 e 55 anni, che nelle prossime settimane sperimenteranno nel Regno Unito il prototipo messo a punto col sostegno del governo di Boris Johnson dai ricercatori dell'Istituto Jenner dell'Università di Oxford in tandem con l'azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia.

Si tratta del progetto più avanzato, al momento, tra quelli allo studio nei laboratori d'Europa. Metà di loro sarà sottoposto agli effetti del prototipo ChAdOx1 nCoV-19, finora provato soltanto su animali; l'altra metà a un vaccino anti-meningite usato in funzione di placebo. E nessuno saprà in quale dei due gruppi sia capitato. Sullo sfondo ci sono le aspettative del pianeta, ma anche le sensazioni individuali dei partecipanti.

Lydia Guthrie ha deciso di venire allo scoperto per raccontare l'avvicinamento a questa esperienza alla Bbc Radio. Una storia che in Italia è arrivata grazie all'Ansa.

Il team clinico che conduce la ricerca - noto per aver già elaborato a suo tempo il vaccino anti Ebola, guidato dalla professoressa Sarah Gilbert e arricchito tra l'altro dalla presenza di giovani scienziati di lingua italiana come il riminese Giacomo Gorini, già allievo di Roberto Burioni a Milano, o il ticinese Martino Bardelli - «è stato molto chiaro con noi sui potenziali rischi collaterali dei trials, ha sottolineato la volontaria. Ma i protocolli sono attentamente regolati.

I responsabili sono stati molto chiari anche sul fatto che che ciascun volontario può ritirarsi in qualsiasi momento. Un epilogo che Lydia al momento lei si sente di poter escludere.

Non sa ancora se riceverà il nuovo vaccino sperimentale anti Covid-19 o quello contro la meningite che è diffuso da tempo e sarà destinato al cosiddetto gruppo di controllo. Resta un'avventura durante la quale la vita di Lydia dovrebbe restare immune da scossoni, a parte il tempo dedicato alla ricerca e qualche batticuore.

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