Maria Elena Boschi, insulti sessisti sui social. Lei accusa: «Salvini scatena odio contro di me»

Sabato 20 Luglio 2019 di Franca Giansoldati
9

Nel mirino degli haters è finita Maria Elena Boschi. Ancora una volta il sessismo impregna decine di post cattivi, mostrando il solito fiume di rabbia scatenato da un intervento del ministro Matteo Salvini che replicava alla parlamentare per avere presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti. La mozione naturalmente non passerà anche perchè il Pd non ha i numeri per sfiduciare il ministro ma il meccanismo collaterale che si è messo in moto con una fluidità preoccupante è simile a quello che aveva colpito recentemente altre donne, anch'esse, a loro volta, prese di mira dal ministro dell'Interno. La scrittrice Michela Murgia che difende i migranti, Laura Boldrini,la Capitana Carola Rackete, definita prima sbruffoncella e recentemente anche zecca.

Carola Rackete, su un gruppo Facebook insulti choc e sessismo: «Sparatele»
«Negra torna nella tua giungla», ex candidata alle Europee denuncia insulti sui social: «Non devono vincere»
Stupri virtuali, revenge porn e minacce: «In rete troppa violenza contro le donne»

Il fiume di odio dei fan salviniani sul web si è amplificato a dismisura fino ad arrivare a parole volgari, a offese a sfondo sessuale. Di politico c'è ben poco. Tutto questo è stato sufficiente per incendiare un clima di scontro e far scattare la solidarietà femminile a Maria Elena Boschi.

 

«Tutte donne bersaglio di insulti sessisti gravissimi, intollerabili, inaccettabili, per questo dobbiamo tutte e tutti, donne e uomini, reagire insieme. Non stare in silenzio. Non rimanere indifferenti. Non rassegnarsi mai all'idea che la dignità di una persona possa essere calpestate, offesa, vituperata da chiunque disponga di una tastiera e di un collegamento a internet» ha affermato la senatrice capogruppo in commissione Diritti umani, Valeria Fedeli. «Maria Elena ha osato mettere la firma per chiedere la sfiducia del ministro. Questa la sua colpa agli occhi degli spargitori d'odio che il ministro Salvini sa bene come attivare: basta una foto e un breve testo per innescare un profluvio irrefrenabile di violenza fatta di offese, minacce, insinuazioni. Di tutto quest'odio Salvini è il mandante».
 

Sul web altre parlamentari si chiedono cosa aspetti Salvini a bloccare sulla sua pagina i commenti violenti e pieni di livore.

La scorsa settimana il sottosegretario Vincenzo Spadafora ha aperto uno scontro con Salvini proprio per la sua retorica poco rispettosa delle donne. «Gli insulti contro le donne arrivano dalla politica». Salvini aveva replicato: «Cosa sta a a fare al governo con me? Sta al governo con un pericoloso maschilista? Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei. Non ritenendomi io razzista e maschilista non ho nulla da rispondere».

Ultimo aggiornamento: 21:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA