Margherita di Savoia, la sovrana influencer e paladina dell'emancipazione delle donne

Martedì 21 Gennaio 2020
Margherita di Savoia, la sovrana influencer e paladina dell'emancipazione delle donne
Margherita di Savoia, sovrana influencer e paladina dell'emancipazione delle donne. Margherita e l’Italia nel delicato passaggio tra Otto e Novecento, di cui la sovrana fu protagonista indiscussa e amata dal popolo, sono stati al centro di una tavola rotonda promossa dall'Associazione Volontarie Telefono Rosa Onlus alla Sala Stampa Estera Roma in occasione della presentazione della biografia di Luciano Regolo (Edizioni Ares di Milano) dal titolo «Margherita di Savoia. I segreti di una Regina».

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Tra i partecipanti all'incontro la presidente di Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli. «Indiscrezioni, spese folli, raffinatezza e cultura, - è stato spiegato - amor di patria e senso del dovere, passione per le auto, i cavalli gli aeroplani, mediazioni politiche e lutti familiari, ragion di Stato e amori segreti sono gli ingredienti di una narrazione coinvolgente che ci restituisce di Margherita una figura a tutto tondo, assolutamente reale, sincera, che grazie alla sua forza e femminilità, affascina oggi come allora al pari di una moderna e potente 'influencer'».

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Regolo nel suo libro ha portando a galla molti scritti e testimonianze inediti. Come ad esempio le ricevute degli acquisti che svelano una smania compulsiva per lo shopping della protagonista, ma anche il suo perfezionismo, dai dettagli per i costumi carnevaleschi alle lezioni di mandolino. Tra molte contraddizioni Margherita fu tra le prime donne a guidare l'auto e ad abbracciare la causa dell'emancipazione femminile nonostante il reazionarismo politico.

Già autore di due biografie su Elena e Maria José, Regolo conclude il ciclo sulle regine d’Italia raccontando del rapporto difficile fra Margherita e il patrigno, Rapallo, che sposò segretamente la madre Elisabetta di Sassonia, delle nozze combinate con il cugino Umberto I, col quale costruì un’alleanza «professionale» ma mai un autentico legame coniugale. Col figlio Vittorio Emanuele Margherita alterna slanci materni a rigori estremi dovuti anche al senso di colpa che le provocava l’aspetto dell’erede, di poco superiore al metro e mezzo d’altezza.

 
 


Lettere finora sconosciute ricostruiscono il rapporto con il barone Peccoz, forse l’unico vero amore, a cui, peraltro, Margherita non sacrificò mai la causa dinastica. Fu artefice del disgelo tra i Savoia e la Chiesa dopo la Presa di Porta Pia, ma anche cultrice del latino, musa di poeti come Carducci, capace di ammaliare persino Garibaldi.  Conquistò il cuore degli italiani e fu salutata da ali di folla in lacrime durante il suo ultimo viaggio in treno, da Bordighera, dove morì nel 1926, a Roma, dove tuttora, nel Pantheon, riposa. © RIPRODUZIONE RISERVATA