Catalfo: «Duplice gap sul lavoro per le donne del Sud: un piano per ricucire il divario»

Martedì 18 Agosto 2020

«Nell'ambito del lavoro, le donne nel Sud Italia devono fare i conti con un duplice divario. Il primo riguarda la quantità: solo il 33% di coloro che hanno tra i 15 e i 64 anni ha un impiego contro il 60% di quelle del Nord». Lo scrive su Facebook il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. «Il secondo- si legge ancora nel post- la qualità: nel meridione l'incidenza dei lavori a bassa retribuzione è molto più alta per le donne che per gli uomini. A peggiorare questo squilibrio interviene inoltre la carenza di sostegni alle famiglie, come asili nido e assistenza agli anziani, che sfavorisce l'occupazione femminile. Per tanti, troppi anni di questo tema si è dibattuto senza mai arrivare a delle soluzioni efficaci. Adesso, invece, abbiamo la possibilità di ricucire concretamente questo divario».

«L'empowerment femminile è, infatti, uno degli argomenti su cui sto maggiormente focalizzando la mia azione da ministro del Lavoro e delle Politiche sociali in vista del piano di riforme da presentare all'Europa per avere accesso agli stanziamenti del Recovery fund». Per Catalfo «gli obiettivi principali sono due: favorire l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro, attraverso - per esempio - la programmazione di incentivi alle assunzioni e la creazione di percorsi formativi fondati sull'acquisizione di nuove competenze, con particolare riguardo alle discipline Stem (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), in grado di rispondere ai nuovi fabbisogni occupazionali. Incentivare la permanenza nel mercato del lavoro delle lavoratrici madri, mediante il contrasto al part-time involontario, alle dimissioni in bianco e la promozione di strumenti di condivisione delle responsabilità genitoriali e dei carichi di cura. A tutto ciò, va aggiunta la riduzione del divario retributivo di genere, con incentivi sulla retribuzione di risultato che portino le imprese ad adottare indici di produttività gender oriented. Un'Italia senza più disparità è un'Italia più forte, più giusta e più competitiva».

Ultimo aggiornamento: 19:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA