DONNE

Italia, le donne si suicidano di meno degli uomini, il 20% delle morti rispetto all'80% di quelle maschili

Martedì 17 Settembre 2019 di Franca Giansoldati
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I dati sui suicidi che sono avvenuti sul territorio nazionale negli ultimi anni mettono in evidenza che sono soprattutto gli uomini a scegliere di porre fine alla propria vita, rispetto alle donne. In Italia gli uomini rappresentano il 78% delle morti per suicidio e le donne il 22%. Per effetto di una maggior riduzione nel tempo dei suicidi femminili rispetto a quelli maschili, il rapporto uomini/donne e' costantemente aumentato dagli anni Ottanta ad oggi, passando da 2,4 del 1985 a 4,6 del 2016. 
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I dati choccanti sono stati elaborati in base agli accessi al pronto soccorso, alle schede di dimissione ospedaliere e ai dati sulla mortalita' raccolti dall' Istat che, per la prima volta, sono stati rielaborati per fornire dati aggiornati capaci di stimare i tentativi di suicidio nel nostro Paese e fornire un quadro aggiornato e esaustivo del fenomeno.
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Con questo obiettivo è nato l'osservatorio epidemiologico sui Suicidi e Tentativi di suicidio (OESTeS), un progetto presentato per il Programma Statistico Nazionale (PSN 2020-2022) con Istat, ministero della Salute e dipartimento di Neuroscienze Salute Mentale e Organi di Senso (Nesmos) dell'Universita' La Sapienza per supportare il lavoro di prevenzione di questo drammatico fenomeno.
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La prevenzione del suicidio resta una sfida. Ogni anno il suicidio e' tra le prime 20 principali cause di morte a livello mondiale per le persone di tutte le eta'. È responsabile di oltre 800.000 morti, il che equivale a un suicidio ogni 40 secondi.
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In Italia il tasso standardizzato di mortalita' per suicidio nel 2016 e' stato pari a 7,1 per 100.000 abitanti (11,9 tra gli uomini e 2,9 tra le donne) con un trend in diminuzione rispetto agli anni passati. Nel 2016 in Italia secondo i dati della indagine Istat sulle cause di morte, elaborati dall'Iss, e con riferimento alla sola popolazione dai 15 anni in su, i decessi per suicidio sono stati 3.780. A questi si aggiungono 80 persone non residenti in Italia e 10 casi di suicidio nella fascia di eta' 10-14 anni.

La mortalita' per suicidio e' storicamente piu' elevata nelle regioni del Nord Italia rispetto a quelle del Centro-Sud. In particolare i valori piu' elevati del tasso standardizzato si registrano nel Nord-Est (14,5 per 100.000 per gli uomini e 3,5 per le donne), segue il Nord-Ovest (12,4 per gli uomini e 3,3 per le donne) e il Centro Italia (11,9 per gli uomini e 2,5 per le donne). Il complesso delle regioni del Sud Italia e delle due isole maggiori presenta i valori piu' bassi (10,0 per gli uomini e 2,4 per le donne). Gli over 70enni rappresentano piu' di un quarto di tutte le morti per suicidio (27,4%) mentre i giovani di 15-29 anni sono circa l'8% del totale dei decessi (303 vittime nel 2016).
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Sebbene i tassi di mortalita' per suicidio siano piu' elevati tra gli anziani, e' tra i giovani che il suicidio rappresenta, analogamente a quanto si registra a livello mondiale, una delle piu' frequenti cause di morte. Nel 2016 i suicidi rappresentano circa 12,8% dei decessi tra i giovani di 15-29 anni, il 5,7% nella classe di eta' 30-54 anni, l'1,3% tra i 55-69enni e solo lo 0,2% dei decessi di persone di 70 anni e piu'. Il peso dei suicidi sul totale dei decessi e' maggiore tra i giovani uomini: tra i 15-29enni i suicidi rappresentano il 14,7% del totale dei decessi, il 7.2% nella classe di eta' 29-54, l'1,6% nella classe di eta' 55-69 e lo 0,3% tra i deceduti di 70 e piu' anni. Perdonne i suicidi rappresentano l'8,3% del totale dei decessi tra le giovani (15-29 anni), il 3,2% nella classe di eta' 30-59 anni e meno dell'1% dei decessi nelle classi di eta' piu' anziane. Per entrambi i generi il suicidio rappresenta la terza causa di morte piu' frequente tra i giovani di 15-29 anni dopo gli incidenti stradali e i tumori.

Tra gli uomini i metodi piu' frequentemente utilizzati per attuare il suicidio sono l'impiccagione (52,2%), la precipitazione da luoghi elevati (15,8%) e l'uso di armi da fuoco (13,7%). L'impiccagione e' il metodo piu' frequentemente utilizzato per attuare il suicidio a tutte le eta', ma tra i giovani di 15-29 anni (per i quali le impiccagioni rappresentano il 42.7% dei suicidi) il secondo metodo piu' frequente e' scegliere di precipitare da un'altezza elevata (24,8%), e farsi travolgere da un mezzo in movimento (13,8%) seguito dai suicidi mediante l'uso di armi da fuoco (8.5%). Anche per le donne l'impiccagione (34,8%) e la precipitazione da luoghi elevati (31,9%) sono i due metodi piu' frequentemente utilizzati per attuare il suicidio ma al terzo posto troviamo l'annegamento (8,0%) mentre l'uso di armi da fuoco e' raro (2,1%).

Tra le donne, come per gli uomini, si osservano differenze per eta' nella scelta del metodo: tra le giovani di 15-29 anni dopo l'impiccagione (49.1%) e il precipitare da luoghi elevati (31.6%), il terzo metodo piu' frequente e' farsi travolgere da un mezzo in movimento (5.3%). 

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