Stefania, campionessa di tiro: «La caccia? Roba anche per donne»

Martedì 10 Settembre 2019 di Francesca Tomassini
1
Stefania Passagrilli
TERNI La caccia? E' roba (anche) da donne. Con queste parole si potrebbe racchiudere la storia di Stefania Passagrilli, cacciatrice per tradizione e campionessa per vocazione. Amerina, 35 anni, Stefania nasce in una famiglia di cacciatori. «Da quando mi ricordo- racconta- in casa c'è sempre stato un via vai di cacciatori, selvaggina, cacciagione». Nonno Eraldo prima, papà Sergio poi, l'hanno introdotta in questo mondo da sempre fortemente connotato al maschile. «Adesso però- precisa- è diverso. Ci sono più donne, è diventata quasi una moda». Quasi, appunto, perchè su una squadra composta da cinquanta elementi per esempio, le quote rosa sono appena quattro. «Va meglio comunque -spiega ancora Stefania- quando ho iniziato dieci anni fa ero completamente sola, mi guardavano tutti in modo strano, pensavano che avrei dovuto dedicarmi ad altro, magari a qualcosa da fare a casa. Adesso capita che organizziamo un'uscita fra amiche e partiamo per una battuta di caccia».

Stefania, ragazzina, ha messo piede nel bosco per accompagnare nonno Eraldo. «Nonno ha novantatre anni e fino a due anni fa andava ancora a caccia- racconta- ha fatto il cacciatore di professione e da giovane guidava i gruppetti di gente facoltosa in battute di caccia al colombaccio. Soprattutto in Toscana. Mi ricordo quei casali, quei capanni tipici della regione, le attese. L'atmosfera di quiete». Dieci anni fa, con Alessandro, il suo compagno di vita, arriva anche la prima esperienza con il fucile e le battute di caccia al cinghiale. «Tutto ruota intorno all'attimo prima di sparare -spiega- quella frazione di secondo in cui senti i cani abbaiare, il cinghiale arrivarti contro, e tu devi premere il grilletto e centrare il bersaglio. E' una scarica di adrenalina, concentrazione portata allo spasimo, paura che si trasforma in freddezza e concentrazione». Una sorta di catarsi che ogni volta ti fa tornare a casa diverso, cambiato.

«Ogni volta è un'esperienza a sè -ammette Stefania- mi ricordo di un episodio accaduto durante una delle mie prime battute al cinghiale. Talmente la paura di non averlo colpito che ho scaricato tutti e cinque i colpi della carabina». Non solo cinghiali però nel mirino di Stefania. «Partecipo a diverse tipologie di battute - spiega- molto spesso vado a caccia con mio zio Corrado. Con Alessandro poco perchè lui ama di più la piuma, io il cinghiale». Negli ultimi anni, Stefania ha convogliato la sua passione anche nell'agonismo sportivo. Nel 2018 ha vinto il campionato italiano di campagna 50 metri cinghiale corrente con la canna rigata (fidasc), mentre il 2 giugno scorso si è classificata al primo posto nel campionato italiano di tiro combinato (fitav). Una fatica conciliare tutto ma lei si organizza e mette ogni cosa al suo posto. Dal martedì al sabato titolare di un negozio di parrucchiera, domenica e lunedì via spazzole e phon e fuori scarponi e cartucciera. Una dicotomia che Stefania risolve con un sorriso. «Sono una persona molto versatile- ride- posso indossare i tacchi e gli scarponi allo stesso modo. Cerco di organizzarmi per non peccare nel lavoro e non togliere spazio alla caccia, che adoro!»  Ultimo aggiornamento: 18:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA