«Il libro delle donne coraggiose»: cento storie raccontate da Hillary Clinton e la figlia

Sabato 28 Settembre 2019

«Il libro delle donne coraggiose». Hillary Clinton e la figlia Chelsea raccontano storie di donne che hanno fatto la differenza: dalle attiviste alle figure politiche, dalle scrittrici alle campionesse olimpiche. «The Book of Gutsy Women» pubblicato da Simon & Schuster uscirà in ottobre. L'ex segretario di Stato e sua figlia percorreranno in lungo e in largo gli Stati Uniti per promuoverlo. E lo faranno in momento delicato per la politica americana, con i democratici che hanno avviato l'indagine per un possibile impeachment di Donald Trump. In alcuni estratti del libro diffusi da Cbs, Hillary e Chelsea Clinton si soffermano sulla storia della senatrice del Maine Margaret Chase Smith che ha denunciato il senatore Joe McCharthy ed è divenuta la prima donna a perseguire la nomination per la Casa Bianca.

Il libro raccoglie i ritratti di oltre cento donne, tra le quali compare anche l'ambientalista Greta Thunberg, classe 2003. E poi si racconta la storia di Mary Edwards Walker (1832-1919), medico chirurgo durante la guerra civile americana, che fu una convinta abolizionista e venne arrestata per avere indossato i pantaloni. Tra le altre, Shirley Chisholm (1924-2005), la prima afroamericana a essere eletta nel Congresso degli USA e la prima donna a candidarsi per la presidenza, nel 1972, ed Ellen DeGeneres (classe 1958), attrice, presentatrice televisiva e attivista in favore dei diritti della comunità LGBT. Tra i ritratti femminili c'è anche quello di Manal al-Sharif (classe 1979), attivista per i diritti delle donne in Arabia Saudita e nota al mondo per essersi fatta riprendere, nel 2011, alla guida di un'automobile proprio per stigmatizzare il divieto di avere la patente per le donne saudite. Infine, c'è anche il ritratto di Juana Inés de la Cruz (1648-1695), poeta e filosofa autodidatta, che parlò e scrisse apertamente di questioni legate all'amore, al femminismo e alla religione. Figure femminili, dicono le Clinton, le cui storie «sono spesso ignorate o del tutto dimenticate». 

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