Google dedica il suo doodle a Ruth Pfau, la Madre Teresa del Pakistan: curò oltre 56mila malati di lebbra

Lunedì 9 Settembre 2019 di Alessandra Spinelli
Un velo azzurro a coprire il ciuffo bianco di una signora che accarezza dolcemente le mani di un malato a letto. E' questo il doodle odierno di Gogole, un omaggio a Ruth Pfau, medico e suora, nata il 9 settembre di 90 anni fa, che ha dedicato  oltre 55 anni della propria vita all'assistenza dei malati di lebbra in Pakistan. «Non potevo credere che ci fossero esseri umani che vivenao in quelle condizioni» disse quando a 31 anni venne inviata dalla superiora delle Sorelle francescane del Cuore di Gesù e Maria Immacolata per coordinare un servizio medico per gli studenti pachistani. Un'esperienza sconvolgente: non tornò più dal Paese e venne ribattezzata  la 'Madre Teresa del Pakistan' proprio per il suo impegno al fianco di migliaia di lebbrosi, con la fondazione di 157 cliniche che hanno trattato oltre 56 mila pazienti. La dottoressa Pfau, divenuta cittadina pachistana nel 1988, è morta il 10 agosto 2017 a 88 anni e il Pakistan l'ha  celebrata con i funerali di Stato con una funzione molto aprtecipata nella cattedrale di San Patrizio a Karachi. Il suo ruolo nel contrastare la lebbre e ridurre sensibilmente i casi della malattia fu riconosciuto anche dalla potente comunità islamica del Pakistan.  


Nata a Lipsia in una famiglia protestante, nel secondo dopoguerra fuggì dalla Germania dell'Est e iniziò a studiare medicina all'Università di Magonza. Lì conobbe una donna sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, una donna speciale che aveva deciso di dedicare la propria vita a predicare amore e perdono. Quell'incontro fu una pietra d'angolo per la dottoressa Pfau.  Nel 1953 decise di convertirsi  al cattolicesimo. e quattro anni dopo entrò nella Società delle figlie del cuore di Maria, una congregazione di suore dedita soprattutto all' educazione dei giovani. Dal temperamento risoluto seppure dolce fu inviata in diverse missioni nel Sud dell'India e in parte dell'Afghanistan prima di essere inviata in Pakistan. 
Dopo essersi resa conto della gravità della lebbra in Pakistan, decise di non rientrare in Germania e di continuare il suo lavoro vicino alle persone sofferenti per questa malattia infettiva e cronica. Cominciò a lavorare in una piccola capanna nei pressi di Karachi, la città più popolosa del Pakistan, fu tra le fondatrici del Centro per lebbrosi Maria Adelaide e contribuì all'annuncio nel 1996, da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità, del Pakistan «Paese libero dalla lebbra».  Il Centro negli anni si occupò di altre malattie endemiche come la tubercolosi e i morbi della vista. lr

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