CORONAVIRUS

Coronavirus, giornata mondiale salute donne: attivo un numero verde con 100 dottoresse

Martedì 21 Aprile 2020

«Domani è la Giornata nazionale della salute della donna. L'emergenza sanitaria da Covid-19 non può farci trascurare questo importante appuntamento, istituito nel 2015 per sensibilizzare le donne italiane sui temi della salute», ricorda la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. «Da domani sarà attivo un numero verde gratuito, cui le donne potranno rivolgersi per ricevere risposte a dubbi e quesiti sul Coronavirus». Al numero verde gratuito 800.189.441 risponderanno 100 dottoresse. Dal 2015 ad oggi in questa Giornata, promossa dal ministero della Salute insieme alla Fondazione Atena Onlus, sono state messe in campo molteplici manifestazioni con incontri per approfondire temi centrali della salute al femminile insieme alla possibilità di consulenze mediche e screening gratuiti. Quest'anno, in considerazione della pandemia da Covid-19, iniziative di sensibilizzazione e prevenzione organizzate dalle principali istituzioni, associazioni e società scientifiche che si occupano di promozione della salute della donna sono rinviate a settembre.
 

Il numero verde. «Da oggi, infatti, è attivo il numero verde gratuito 800.189.441, la cui attivazione è stata resa possibile grazie all'Associazione italiana donne medico e alla Federazione delle società medico-scientifiche italiane: un call center formato da 100 dottoresse e dedicato a rispondere ai quesiti di tutte le donne del nostro Paese. Un servizio concreto offerto a quante, soprattutto in questi giorni di grave emergenza sanitaria, avvertono la necessità di ricevere risposte a dubbi o quesiti legati al Covid-19», sottolinea il ministero.

«Il mio ringraziamento speciale va a tutte le donne che si fanno carico della salute delle proprie famiglie, quelle donne che portano sulle proprie spalle la gestione della salute del nostro Paese. E oggi a quelle donne che, in prima linea, affrontano con determinazione e dedizione l'emergenza sanitaria da Covid-19 - prosegue Zampa - Questi giorni non ci devono far dimenticare che la sanità è gestita per oltre il 70% dalle donne in maniera capillare. Accanto ai direttori generali degli ospedali ci sono infatti tante professionalità femminili che si occupano a 360 gradi della salute dei degenti: dai medici alle infermiere, alle ostetriche, alle altre operatrici sanitarie. Il loro lavoro è fondamentale per arginare l'emergenza da Covid-19 che il nostro Paese in particolare si trova ad affrontare».

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Il virus. Tra le nuove iniziative il ministero della Salute ha previsto la pubblicazione periodica sul proprio portale di numerose infografiche che approfondiscono diverse tematiche: a partire da oggi la prima riguarda le donne e il Coronavirus, con i dati forniti dall'Istituto superiore di sanità su incidenza, età e sintomi tra gli operatori donne. Successivamente troveranno spazio argomenti come la menopausa, l'osteoporosi, il percorso nascita ma anche la violenza domiciliare e la depressione, con dati ed una sessione dedicata a chi rivolgersi. Il sito sarà inoltre arricchito da video testimonianze di donne impegnate quotidianamente nella lotta al Covid-19.

La violenza. Il ministero della Salute è impegnato anche nel prevenire la violenza sulle donne, tema che ricorre spesso in questi giorni di convivenze forzate, spesso all'insegna di episodi di aggressione tra le mura domestiche. Con il servizio Formazione dell'Iss è stato predisposto un percorso formativo a distanza (Fad) dal titolo 'Prevenzione e contrasto della violenza di genere attraverso l'attivazione delle reti territorialì. «Avviato il 29 gennaio, il Corso Fad sarà fruibile fino al 29 luglio 2020 e impegnerà circa 640 pronto soccorso collocati nelle Regioni e nelle Province autonome, coinvolgendo 20.000 operatori sociosanitari che lavorano nel pronto soccorso o che vi collaborano strettamente. La finalità è quella di acquisire conoscenze e competenze tecnico-scientifiche e comunicativo-relazionali indispensabili per individuare, diagnosticare e gestire la violenza di genere», conclude il ministero.

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