CORONAVIRUS

Crollo delle donne nei dibattiti in tv dopo il Covid, la denuncia dell'autorità francese sui media

Domenica 12 Luglio 2020 di Franca Giansoldati

Dopo il lockdown le donne francesi sono praticamente state spazzate via dai dibattiti pubblici in tv, nei programmi radiofonici, negli editoriali. La denuncia arriva dall'Istituto nazionale per gli audiovisivi (Ina) e dal Consiglio superiore degli audiovisivi (Csa), i due organismi che in Francia tengono monitorati i media.

Naturalmente è un vecchio problema quello della carenza di accademiche, scienziate, esperte di politica, economia o sociologhe invitate negli studi televisivi e nei dibattiti pubblici o sulle principali testate a fornire un contributo. Già prima del Covid la loro presenza si presentava squilibrata rispetto a quella maschile ma con la fine del lockdown in Francia il gap è diventato materia di dibattito.

La crisi sanitaria ha di fatto aggravato uno squilibrio che l'autorità nazionale sui media combatte con forza da almeno 10 anni. Se tre mesi fa i dati nazionali francesi mostravano che le donne non erano che il 38 % delle esperte invitate in tv o nelle radioora la deriva si è notevolmente amplificata, abbassandosi ulteriormente, fino a toccare il 20%.

Solo il 27 % degli esperti in medicina, interpellati per questioni sanitarie, è di sesso femminile. Un ulteriore rapporto intitolato “Il ruolo delle donne ai tempi della crisi” ha confermato questo spostamento che denota una ripartizione di ruoli paradossale. Per la storica Christine Bard questa invisibilità «è segno di un sessismo sistemico che malgrado l'immenso progresso fatto in questi decenni, governa ancora la nostra società».

 

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