FASE 2

Fase 2, donne Fipe: «Serve un piano B per la gestione dei figli»

Venerdì 8 Maggio 2020
Nella fase 2 post-Covid 19 le donne, imprenditrici e dipendenti che siano, rischiano di essere tagliate fuori: colpa della mancanza di un piano B, quello relativo alla gestione dei figli in un momento in cui per scuole e nidi il lockdown finirà solo a settembre. A rilanciare l'allarme sono le Donne imprenditrici di Fipe, la Federazione italiana dei Pubblici Esercizi. Le imprese femminili raggiungono infatti numeri importanti e solo nel comparto bar e ristorazione sono 112mila le aziende, il 28,7% del totale, mentre dal punto di vista occupazionale è donna il 58,9% dei dipendenti, 487mila persone. Lavoratrici, peraltro, che nel 68% dei casi sono già assunte con un contratto part time, riassume l'organizzazione che denuncia come «nel dibattito sulla fase due le donne siano del tutto assenti: il Governo sembra essersi dimenticato di mettere le imprenditrici e le lavoratrici in condizione di rientrare in attività con equilibrio e costanza.

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E questo rischia di avere pesanti ripercussioni sul loro futuro». Per questo serve «un segnale forte», come chiede Valentina Picca Bianchi, Presidente delle Donne imprenditrici di Fipe, che guarda ad un lavoro da imbastire con tutte le rappresentanti delle associazioni di categoria per costruire «un pacchetto di richieste da inviare al Governo per fare in modo che nelle prossime settimane la fase due si apra anche per noi donne». Cosa succederà quando le aziende, già provate da questi mesi di chiusura, potranno nuovamente licenziare? Chi credete che perderà il posto di lavoro? Un uomo o una donna che dovrà fare i conti con i figli impossibilitati ad andare a scuola se non a giorni alterni?« La risposta rischia di essere scontata», si chiede e si risponde. «Serve un piano B - conclude - e serve subito. Bisogna pensare alla riapertura delle scuole in sicurezza ma anche a luoghi di tutela per i minori con servizi per assistere e sostenere efficacemente imprenditrici e lavoratrici. Altrimenti e come se avessimo le mani legate».
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