Violenze, 1786 donne aiutate nelle case famiglia, dal censimento Istat, le regioni con più strutture la Lombardia e l'Emilia

Lunedì 26 Agosto 2019

I dati forniti dall'Istat sono relativi a due anni fa, ma rendono bene la dimensione estesa del fenomeno. Sono 1.786 le donne vittime di violenza che hanno trovato ospitalità nelle case rifugio nel corso del 2017, l’86,7% delle donne ospitate proviene dalla Regione dove è situata la casa rifugio. Per oltre un terzo (34,0%) delle donne i servizi sociali territoriali hanno costituito il canale di segnalazione principale verso le case rifugio, mentre il 24,2% vi ha acceduto attraverso i centri antiviolenza. Sono alcuni dei dati forniti dall’Istat che nei mesi scorsi ha svolto per la prima volta l’indagine sui servizi offerti dalle case rifugio alle donne vittime di violenza, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità (Dpo) presso la Presidenza del Consiglio, le regioni e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr – Irrps).

L’indagine è stata effettuata tra i mesi di novembre 2018 e marzo 2019 e sono state contattate 232 case rifugio che rientrano nei requisiti dell’Intesa del 2014. Tra queste, 211 sono quelle che hanno completato il questionario e quelle che hanno rilasciato i primi dati.

La Regione in cui risulta il maggior numero di case rifugio è la Lombardia (68), seguita da Emilia Romagna (34), Toscana (20), Veneto e Friuli Venezia Giulia (10) mentre solo in Valle d’Aosta non ne risultano. La graduatoria relativa ai posti letto effettivamente attivati nelle case rifugio è guidata dalla Provincia autonoma di Bolzano (media 19,6) davanti a quella di Trento (19); seguono Campania (15), Marche (14,7) e Lazio (13,1).

Tra i servizi offerti ve ne sono alcuni che vengono erogati prevalentemente in forma diretta dalle case rifugio, oltre alla protezione ed ospitalità in urgenza: servizi educativi e di sostegno scolastico ai minori, orientamento all’autonomia abitativa e sostegno alla genitorialità. Altri servizi – come supporto e consulenza psicologica ai minori o supporto e consulenza legale – vengono invece erogati in collaborazione con i centri antiviolenza e con altri servizi del territorio.

Il lavoro delle case rifugio si basa, principalmente, sull’apporto di personale retribuito (65% del totale del personale, con valori difformi sul territorio nazionale). Le figure professionali maggiormente presenti, oltre a coordinatrici/responsabili e personale amministrativo, sono operatrici di accoglienza, educatrici e psicologhe.

Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 09:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA