Dalle università italiane escono pochissime ingegnere e scienziate, l'allarme del Rapporto AlmaLaurea

Giovedì 11 Giugno 2020

Dalle università italiane escono ancora poche donne ingegnere e ancora meno donne scienziate. Dal Rapporto 2020 di AlmaLaurea emerge «una forte differenziazione nella composizione per genere» dei vari ambiti disciplinari nei corsi di laurea italiani «dove le donne sono ancora lontane». Stando al Rapporto, infatti, nei corsi di primo livello le donne costituiscono la forte maggioranza nei gruppi insegnamento (93,8%), linguistico (84,2%), psicologico (79,9%) e nelle professioni sanitarie (71,0%).

Al contrario, esse risultano una minoranza nei gruppi ingegneria (26,4%), scientifico (26,7%) ed educazione fisica (34,0%). Tale distribuzione è confermata anche all'interno dei percorsi magistrali biennali. Nei corsi magistrali a ciclo unico le donne prevalgono nettamente in tutti i gruppi disciplinari: dal 95,4% nel gruppo insegnamento al 54,7% nel gruppo medicina e odontoiatria.

Relativamente alla condizione occupazionale dei laureati, si confermano le tradizionali differenze di genere e, soprattutto, territoriali, mostrando, una migliore collocazione degli uomini (+19,2% di probabilita' in piu' di essere occupati rispetto alle donne) e di quanti risiedono o hanno studiato al Nord rispetto a quanti risiedono al Sud. Il rapporto AlmaLaurea 2020 si basa su oltre 290mila laureati del 2019 di 75 Atenei.

Ultimo aggiornamento: 12:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA