ROMA

"L'Alveare" non c'è più, a Roma spazzato via il centro co-working per le donne

Giovedì 3 Ottobre 2019 di Laura Bogliolo
Serena Baldari, Daniela Sacco, Ilaria Cianfarani, Francesca Ventura

Uno spazio in comune dove le mamme potevano lavorare e nel frattempo prendersi cura dei propri bimbi. Un'area di co-working innovativa con uno spazio baby nella periferia di Roma. Anche solo il suo nome, L'Alveare, rendeva bene l'idea: un luogo di accoglienza, per condividere e provare a ricominciare.

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Il progetto era stato creato nel 2014 dall'associazione di volontariato "Città delle mamme", oggi diventata "Genitori in città". «C'era l'area di coworking e lo spazio baby, a pagamento, ma abbiamo realizzato anche molti progetti gratuiti grazie alla collaborazione con altre realtà cittadine e a un bando della Regione» spiega Serena Baldari, 40 anni, fondatrice dell'associazione L'Alveare insieme ad altre due donne, Daniela Sacco e Ilaria Cianfarani.

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Dopo quasi cinque anni di attività a Centocelle, L'Alveare in via Fontechiari è stato chiuso ad aprile.  «Il V Municipio ha richiesto gli spazi, l'area ci era stata data in affidamento diretto con una concessione dall'allora assessorato alle Periferie di Roma Capitale - spiega Baldari - La prima concessione, scaduta dopo 18 mesi, era stata prorogata dal municipio ‘fino a espletamento del bando». Il municipio ad aprile ha interrotto l'esperienza, chiedendo la restituzione degli spazi. «Ma il bando da quello che sappiamo non è ancora stato pubblicato». Le organizzatrici avevano proposto di rimanere fino all'espletamento del bando, proposto non accolta.

Ora lo spazio è abbandonato, senza guardiania. Erba alta cresce davanti al centro un tempo animato da decine di mamme ma anche papà. Tra i progetti portati avanti, Empower Women Together. «Finanziato dalla Regione, ha aiutato 50 donne a reintegrarsi nel mondo del lavoro, sono state assistite per la compilazione del curriculum e la creazione di cd con storytelling. Ma è stato importante soprattutto lo spirito di condivisione che si era creato e che aveva dato forza a molte donne di ricominciare».

ll percorso era rivolto a un target specifico: professioniste fuoriuscite dal mercato del lavoro o con frammentarietà di impiego, a causa di gravidanze o altre difficoltà di conciliazione. Nell'Alveare sono passate molte donne che avevano perso il lavoro o dopo aver avuto un figlio o una malattia. Ma era aperto a tutti ovviamente, anche a uomini, famiglie. Alcuni progetti poi avevano un'attenzione particolare per le donne migranti.

Dal V Municipio fanno sapere che in quegli spazi verrà creata una ludoteca, e che per mettere a bando un'area, deve essere necessariamente liberata, controllata e completamente agibile. Oltre alla concessione scaduto, inoltre, c'erano anche altri problemi tecnici. “L'area era stata assegnata all'associazione di volontariato Mamme in città a cui poi si è affiancata la cooperativa L'Alveare” aggiunge Serena. A frenare la pubblicazione di un bando, al momento, c'è tra l'altro un problema a una porta che i tecnici stanno risolvendo. «Il bando sarà pubblicato a breve» promettono dall'amministrazione. Insomma, le regole prima di tutto, concetto non sbagliato ovviamente.

Ma intanto L'Alveare non c'è più. Solo erbacce e abbandono. 

 

 

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