DONNE

Si 22 arresti per camorra 7 sono di donne legate ai boss di un clan di Napoli

Mercoledì 6 Novembre 2019

E' sicuramente una dimensione che fa riflettere. Su 22 arresti per camorra eseguiti a Napoli ben 7 riguardano donne. Le misure cautelari eseguite dai carabinieri di Napoli sono state decise nell'ambito di una indagine sul clan Sibilio. L'inchiesta ha portato alla luce il ruolo malavitoso ricoperto dalle donne con ruoli di primo piano all'interno della cosca che controlla i Decumani napoletani. Pericolose tanto quanto gli uomini. Mogli, compagne e fidanzate di boss in carcere o liberi, ma tutte in grado di veicolare all'esterno del carcere i messaggi o di gestire personalmente lo spaccio, e persino di convocare le vittime di estorsione. Esattamente come i maschi, senza alcuna distinzione.

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La prima fonte di guadagno, del clan sembra essere il commercio al minuto di cocaina e hashish, principalmente in via dei Tribunali, a casa di Antonio Napoletano detto 'Nannone'. A gestire i traffici era il fratello Marco e la sorella Alessia. Enza Grossi, madre di Napoletano, Rita Carrano, Raffaella Criscuolo e Azzurra Venza controllavano invece il traffico degli acquirenti che chiedevano gli stupefacenti oltre a nascondere le dosi quando era necessario. Altra fonte di guadagno erano le richieste di 'pizzo' ai commercianti della zona dei Tribunali, prendendo di mira soprattutto le pizzerie. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e' emerso che pagavano tutti, anche macellerie e tabaccai.

Gli incontri avvenivano nei vicoli del centro storico e chi non pagava riceveva minacce e ricatti. Dall'interno del carcere i messaggi arrivarono grazie alle parole pronunciate dai ras detenuti attraverso le donne: Raffaella Criscuolo, convivente di Daniele Napolitano, Carmela Matteo, moglie di Napolitano 'nannone', Anna Ingenito, madre di Pasquale detto Lino Sibillo e Vincenza Carrese, detta Nancy, moglie di Pasquale Sibillo

 

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