ROMA

L’azienda del fast fashion che “premia” le donne tra smart working e agevolazioni per maternità e nido

Mercoledì 18 Marzo 2020 di Gustavo Marco Cipolla
Una creazione Nuna Lie, Courtesy of Press Office

Una storia tutta romana in cui le vere protagoniste sono le donne. Perché l’amore ai tempi del Coronavirus è fatto anche di buone pratiche e modelli virtuosi di lavoro che possono essere un valido esempio made in Italy da seguire. Quello di Nuna Lie, marchio che opera nel fast fashion da circa 15 anni con sede a Monterotondo, è il racconto di un’industria impegnata sul fronte dell’occupazione femminile per incentivare le quote rosa, riducendo attraverso le politiche interne il gap di genere.

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Grazie alle iniziative intraprese nel tempo, cercando di sviluppare al meglio le direttive occupazionali, oggi il 95 per cento dei 340 assunti dall’azienda sono donne. Il brand, fondato dal Ceo Berniero Scarpa, ha fatto del sistema welfare uno dei suoi punti di forza, pensando positivamente alle esigenze delle lavoratrici, prevedendo sistemi innovativi che prediligono agevolazioni per i congedi di maternità, lo smart working e lo scambio generazionale. Fino al Campus, una sorta di laboratorio didattico che periodicamente mette a disposizione lezioni e corsi per tutti gli impiegati e per il personale dei punti vendita.

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Tra i numerosi eventi formativi anche un incontro con l’esperta di stile Carla Gozzi, già conduttrice del programma “Ma come ti vesti?” di Real Time, che ha dato alcune dritte su come prendersi cura al meglio delle clienti, aiutandole nella scelta dei capi d’abbigliamento più adatti a loro. Maria Giovanna Modoni, responsabile delle risorse umane, formazione e sviluppo di Nuna Lie, affiancata dal suo team ha ideato un piano welfare che guarda alle necessità delle dipendenti attraverso l'attivazione di bonus riscuotibili sotto forma di buoni benzina o destinati alla spesa, buoni cultura, crediti da spendere su piattaforme di e-commerce, convenzioni con gli asili nido. «Un'idea che ha conquistato tutti e che si replicherà nei prossimi anni diventando un'opportunità. In risposta al decreto emanato dal governo, da giovedì 12 marzo Nuna Lie ha adottato le procedure di smart working per i reparti rimasti attivi nonostante la chiusura dei negozi. Inoltre, i colleghi del marketing, dell’amministrazione, dell’ufficio stile e produzione e delle risorse umane sono operativi a distanza. - spiega Modoni - La nostra realtà è stata sicuramente agevolata in questo passaggio dovuto all'emergenza, perché abbiamo inserito lo smart working nel piano aziendale a partire da settembre dello scorso anno, consentendo di lavorare da casa una volta a settimana e andando incontro alle esigenze delle tante donne che fanno parte della nostra grande famiglia. Essendo un sistema già ampiamente rodato, in un momento così delicato per il nostro Paese il passaggio è stato automatico. Sentirsi via Skype, partecipare alle videoconferenze, continuare, con i dovuti limiti, a fare ciò che eravamo abituati a fare nella normalità, in un certo senso ci sta aiutando ad affrontare il necessario periodo di quarantena e di isolamento».

Non solo bonus per comprare su Amazon e facilitazioni, ma anche tante possibilità di crescita professionale al femminile. È il caso di Daniela Portoghese, inizialmente commessa part-time che ha poi spiccato il volo nella sua carriera. Una giovane madre lavoratrice, che nel 2005 vendeva abiti in negozio, oggi è la district manager del marchio per l’area del Centro-Sud Italia. E da parte sua Daniela restituisce il favore, dedicando parte del suo tempo all'educazione delle nuove leve. Investimenti nel campo della ricerca e dell’innovazione sono i fiori all’occhiello di Nuna Lie che si presenta sul mercato italiano con 110 monomarca e un franchising che vanta 4 boutique in Svizzera e una in Spagna, introducendo circa 900 articoli a stagione. Inoltre, sono diverse le collaborazioni di prestigio avviate dalla società capitolina. Come quella con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona, insieme al quale ha sostenuto una ricerca volta a sviluppare un software per localizzare i prodotti all’interno degli store, ottimizzando l’organizzazione logistica e smaltendo le rimanenze nelle sedi dedicate all’attività sale. Sul piano dell'eco-sostenibilità, invece, l’utilizzo della tecnologia ha consentito di abbattere le emissioni nocive causate dalla produzione, così come gli sprechi, rispettando l’ambiente. Il sogno del 2020? Aprire 25 esercizi commerciali regalando nuove occasioni di impiego, in particolare alle donne.

Ultimo aggiornamento: 13:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA