Le donne laureate sono il 57,1%, ma solo il 23,7% sale in cattedra

Martedì 21 Luglio 2020
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Le donne laureate sono il 57,1%, ma solo il 23,7% sale in cattedra

La differenza di genere resiste anche nelle università. Solo il 23,7% dei professori ordinari è donna quando a laurearsi sono più della metà, come i ricercatori. «Un soffitto di cristallo ancora robustissimo» denuncia il centro studi Progetto Donne e Futuro presieduto dall'onorevole e avvocato Cristina Rossello. «Partiamo da alcuni fatti ben precisi ed attuali - sottolinea la newsletter del centro studi - le donne rappresentano stabilmente oltre la metà della popolazione studentesca universitaria italiana. Sebbene siano ancora poche le studentesse che scelgono le scienze dure, l'Italia vanta una percentuale di donne che hanno conseguito il dottorato di ricerca in Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica superiore alla media europea. Nell'ambito della carriera accademica, alla concentrazione di donne solo in alcune aree tematiche (scienze umane) si aggiunge anche quella in ruoli non apicali». Un problema di genere che colpisce anche il personale tecnico-amministrativo, composto in maggioranza da donne: «Nel 2018, il 73% del personale afferente all'area Amministrativa era di genere femminile mentre nell'area Tecnica la percentuale scende al 37%. Nell'area della Dirigenza le donne sono in larga minoranza (38%)».

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FORBICE
«All'evolvere della carriera accademica corrisponde l'apertura di una forbice per ciò che riguarda la parità di genere. Si parte alla pari ma all'arrivo la metà delle donne si perde e questo sia nelle facoltà umanistiche che in quelle scientifiche o tecnologiche - avverte lo studio di Donne e Futuro -. È il cosiddetto fenomeno del soffitto di cristallo: si vede il piano superiore ma non si riesce ad accedervi». L'Ufficio Statistico del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca scientifica ha appena pubblicato un'analisi che conferma questa barriera culturale rispetto alla parità di genere: «Anche nelle facoltà e negli indirizzi che vedono una prevalenza di frequenza femminile nelle posizioni apicali troviamo una prevalenza maschile». L'esempio è l'ambito delle scienze umanistiche e delle arti: le donne iscritte sono il 77,8%, le laureate il 79%. Quelle che ottengono la qualifica di ricercatori di tipo B (che possono essere valutate dagli atenei per accedere al ruolo di professore associato) sono solo il 40,1%.

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