GIUSEPPE CONTE

Conte: ««Le donne colpite in modo sproporzionato dalla pandemia. Saranno motore della ripresa»

Giovedì 1 Ottobre 2020

«L'Italia è pienamente impegnata a promuovere una maggiore partecipazione delle donne alla pianificazione della risposta e ai processi decisionali». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, intervenendo con un videomessaggio all'evento di alto livello in occasione del '25esimo anniversario della quarta conferenza mondiale sulle donne, nell'ambito dei lavori della 75esima Assemblea Generale Onu. «L'adozione di misure sensibili al genere per garantire una ripresa economica sostenibile e inclusiva dalla pandemia sarà un elemento chiave della prossima Presidenza italiana del G20 nel 2021. Solo attraverso la piena partecipazione delle donne e delle ragazze a tutte le sfere della società, infatti, possiamo raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030 e mantenere la promessa di non lasciare indietro nessuno», ha sottolineato il presidente del Consiglio.
 

La pandemia

«Le donne sono state colpite in modo sproporzionato dalla pandemia. Le sue conseguenze socio-economiche hanno aumentato tutte le vulnerabilità a cui sono ancora esposte. Le donne e le ragazze continuano a essere vittime di un numero crescente di episodi di violenza di genere, in particolare la violenza domestica. Dobbiamo imparare le nostre lezioni e trasformare questa crisi in un'opportunità per rimodellare il nostro futuro in modo più inclusivo», ha aggiunto Conte.  «Dobbiamo intensificare i nostri sforzi per rimuovere tutte le barriere strutturali che le donne devono ancora affrontare ogni giorno - ha esortato il presidente del Consiglio - e per combattere ogni forma di discriminazione e vulnerabilità nel corso della loro vita».

Pechino

«Venticinque anni fa, a Pechino, i leader di tutte le parti del mondo hanno affermato che i diritti delle donne sono diritti umani, approvando l'agenda globale più completa, trasformativa e globale per l'uguaglianza di genere mai vista. Da allora sono stati compiuti enormi progressi e dobbiamo esserne orgogliosi. Tuttavia, c'è ancora molto lavoro da fare per raggiungere l'uguaglianza di genere e l'emancipazione femminile nei nostri Paesi». 

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