Divorzi raddoppiati per le donne che fanno carriera, ma non per gli uomini

Mercoledì 21 Agosto 2019

Mettere d'accordo carriera e matrimonio. Una grande sacrificio, soprattutto per le donne. La promozione a incarichi di primo piano in politica o in affari ha come conseguenza un drammatico aumento del tasso di divorzi per le donne, ma non per gli uomini. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla Lse businness review (la rivista della London school of economics). Gli studiosi prendono in esame la Svezia, un paese dove il gender gap è minore rispetto ad altri, dove il  tasso di istruzione delle donne ha superato quello degli uomini e la loro partecipazione al lavoro ha raggiunto un livello simile. A differenza di molti altri paesi, le donne di successo in Svezia hanno uguali probabilità di essere sposate e di avere figli. In altre parole, le donne che mirano a lavori di alto livello non devono rinunciare completamente ad avere una famiglia.
Ma analizzando le carriere delle donne svedesi elette nei comuni e in parlamento si nota che
il numero dei divorzi raddoppia rispetto a chi non ha superato la prova delle urne. Tra gli uomini questo effetto non c'è. Lo stesso accade per le manager e le donne che sono diventate Ceo, iniziano a divorziare a un ritmo nettamente più alto rispetto agli uomini nella stessa situazione professionale. Il divorzio a seguito di promozioni per i migliori posti di lavoro sembra perseguitare le donne anche nel settore privato.
I dati degli economisti svedesi rivelano ancora che le donne che divorziano dopo aver ottenuto migliori posti di lavoro hanno meno probabilità rispetto ad altre di stringere una relazione con un nuovo convivente o coniuge. La rottura del matrimonio non è insomma provocata dalla ricerca di un nuovi partner.
 

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