L'archeologia è donna: boom di itinerari culturali e meditativi fra i luoghi sacri della Sardegna

Venerdì 4 Settembre 2020 di Maria Serena Patriarca
meditazione archeologica condotta da Arianna Mendo

L’archeologia è donna. In questi mesi estivi più che mai un’altra Sardegna, lontana anni luce dalla movida e dai bagni di folla, ha visto protagoniste giovani donne che si sono reinventate costruendo, ognuna in base alle proprie competenze, percorsi unici e particolari intorno ai siti storici dell’isola. Stiamo parlando di studiose, ma anche di formatrici olistiche, che sulla scia delle nuove tendenze dell’archeologia non si limitano a far conoscere i luoghi dei protosardi unicamente nel loro aspetto storico (come li leggereste sui testi di scuola, per intenderci) ma vanno oltre. In che modo? Cogliendo in questi siti “di energia” antica l’opportunità per ottimizzare al massimo momenti di meditazione, respirazione, relax beneficiando del contatto diretto con una natura incontaminata e con luoghi del mistero che, certamente, erano teatro di antichi e suggestivi rituali in Età Nuragica e Prenuragica. Arianna Mendo, bionaturopata, operatrice e formatrice olistica torinese di nascita ma ormai sarda di adozione, è fra i ricercatori intervistati nel documentario “Sardinia: Cosmic Megalith”, insieme a studiosi di fama internazionale quali archeoastronomi, archeologi e ricercatori spirituali. La Mendo dell’archeologia misteriosa ha fatto la sua mission di vita e professionale in Sardegna.
 

 

«Da più di 20 anni mi occupo di archeologia, energie e spiritualità in Sardegna e di recente sto promuovendo l’Isola anche all’estero, attraverso varie collaborazioni tra cui Megalithomania, un progetto britannico che raduna appassionati di megaliti e civiltà antiche». Gli effetti della Pandemia, del resto, hanno incrementato nuove correnti di turismo alla ricerca di itinerari alternativi per il riequilibrio interiore, via dalla pazza folla. Il perché Arianna abbia scelto la Sardegna come base di vita e di lavoro è facilmente intuibile attraverso le sue parole: «Ci sono luoghi che, grazie alla loro energia particolare, diventano centri di ispirazione che riescono a riportare l’individuo a se stesso e che donano un senso di libertà e di completezza a chi li visita: sono i luoghi ad alta valenza vibrazionale. Luoghi, per così dire, sacri e magici, dove regna un’energia cosmo-tellurica particolarmente forte e vibrante. Questi siti spesso sono riconoscibili perché lì sono stati eretti, con pietre gigantesche che accumulano quella forza sottile, enigmatici monumenti. Stonehenge, le piramidi d’Egitto, così come i monumenti antichi più misteriosi e suggestivi sorgono su punti particolari in cui la terra emana un’energia forte. Non fa difetto a questa regola la splendida isola della Sardegna. La Sardegna è una terra molto antica e i punti ad alta energia vibrazionale sono parecchi e di potente intensità. Su questi punti la civiltà nuragica, a partire dal II millennio aC, ha costruito i suoi monumenti più rappresentativi: i nuraghi, i pozzi sacri, le tombe di giganti, ma anche i circoli, i menhir, i dolmen».

Gli itinerari

Le zone di Palau e della Gallura, per itinerari individuali e di gruppo, sono le aree che vedono coinvolta maggiormente Arianna, e in vista della settimana dell’Equinozio d’Autunno (il 22 settembre) sono previste molte iniziative in tutto il territorio della Regione: come il Saluto al Sole presso le Tomba di Giganti di Li Mizzani e di S’Ena ‘e Thomas, la visita incentrata sullo studio della Forza del Simbolo presso l’Altare rupestre di Santo Stefano e l’approfondimento dei Culti del Toro a Sant’Andrea Priu (il secondo ipogeo più bello d’Europa) e al Nuraghe Santu Antine. Archeologia e musica, invece, il binomio vincente, anche a detta del successo di pubblico italiano e internazionale, nel sito archeologico del Complesso Nuragico di Palmavera. Tutto frutto dell’impegno della Cooperativa SILT, presieduta da Giovanna Tanda, altra donna in prima linea nel rivalutare il patrimonio culturale-archeologico nel territorio di Alghero, facendo leva sia sulla scenografia spettacolare offerta dai siti archeologici per performance notturne en plein air, sia sulle visite mirate di siti fuori dai soliti circuiti turistici (come l’affascinante necropoli di Santu Pedru). Giovanna ama sottolineare ai visitatori il valore dei rituali legati alla Madre Terra che venivano officiati nelle necropoli, veri e propri templi sede di cerimonie complesse e non solo luoghi deputati alla sepoltura dei defunti. Anche la Necropoli di Anghelu Ruju, in quest'ottica, diventa molto più affascinante da visitare, precisa la Tanda. Impegnatissima fra tour e gruppi nei luoghi archeologici della Sardegna, anche quelli sconosciuti ai più, Ilaria Montis, giovane archeologa e insegnante di mindfulness, è il deus ex machina di Sardegna Sacra. E’ lei a spiegarci che «i luoghi sacri degli antichi, che oggi possiamo conoscere grazie all'archeologia, esprimono una saggezza tanto remota quanto universale. Per questo gli stimoli derivanti da una visita nei santuari del passato possono essere molteplici, e aiutarci ancora oggi a mettere a fuoco aspetti fondamentali della nostra esistenza. Ed è per questo che i siti che visitiamo sono anche luoghi straordinari per momenti dedicati all'introspezione, alla contemplazione e alla meditazione». Un successo, specialmente fra il pubblico femminile, l’idea di abbinare location straordinarie, come le Domus de Janas, di cui l'Isola è piena, il Pozzo Sacro di Is Pirois, il Tempio-Altare di Monte d’Accoddi, il Pozzo Sacro Milis, il Nuraghe Losa, alle pratiche di respirazione consapevole, meditazione, rilassamento, ancor più potenziate in particolari momenti dell'anno, come per esempio nei giorni del Solstizio d’Estate.

 

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