Donne protagoniste in agricoltura, un'impresa su tre è rosa

Giovedì 15 Ottobre 2020

«La transizione ecologica del sistema agricolo è donna»: in Italia un'impresa agricola su tre è a conduzione femminile in un settore che conta 234.000 donne (26,8%) su un totale di 872.000 addetti, e che le vede ormai protagoniste dello sviluppo dell'agricoltura multifunzionale tra agriturismi, mercati contadini, fattorie didattiche e sociali. Così il Wwf, in occasione dell'International Day of Rural Women, la Giornata Internazionale delle Donne Rurali, sottolinea che «l'agricoltura è il principale imputato per la perdita di biodiversità» e che «il modello della multifunzionalità è la via maestra per una transizione agroecologica».

 

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Il Wwf ribadisce che «le donne rendono l'agricoltura più umanistica e sostenibile» e rileva che l'Italia, con oltre 4,9 miliardi di euro, detiene il primato per valore della produzione delle attività di servizi forniti dall'agricoltura multifunzionale, seguita da Francia (4,5 miliardi) e Germania (2,7 miliardi). Inoltre sono 22.661 le aziende agrituristiche autorizzate ad operare in Italia nel 2016 (+1,9% del 2015), di cui circa il 39% a conduzione femminile. Si evidenzia poi che «le aziende al femminile hanno maggiori rendimenti economici»: la quota delle attività connesse in agricoltura sulla Produzione Lorda Vendibile per le aziende condotte da donne è passata dal 2.81% del 2008 all'8.19% del 2016 mentre quelle condotte da uomini dal 2.44% al 6.80% (Banca dati RICA). L'organizzazione ambientalista sottolinea inoltre che «le aziende a conduzione femminile sono efficienti anche nell'utilizzo dei fondi della Politica Agricola Comune dell'Unione Europea (Pac)». Nonostante tutto, secondo il Wwf ci sono ancora delle criticità per le imprese agricole «rosa» in Italia come la difficoltà a reperire terreni in zone ad alta redditività e una minore possibilità di accesso al credito. Per Wwf a livello globale riguardo alla «parità di genere» l'agricoltura è ancora indietro: le donne rurali rappresentano oltre un quarto della popolazione mondiale e nei paesi in via di sviluppo (43% della forza lavoro) la maggior parte vive nell'insicurezza e subisce discriminazioni e violenza, aggravate dalla povertà, dalla crisi economica, alimentare e dal cambiamento climatico.

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