Il senatore Scilipoti contro le donne al potere: «Sono la rovina del popolo italiano»

Venerdì 13 Settembre 2019 di Franca Giansoldati
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Finora non si era ancora visto un senatore prendere a prestito la Bibbia per menare fendenti a destra e manca nei confronti delle «donne che oggi sono al potere in Italia» e che di fatto «opprimono con la loro incapacità il popolo italiano». Non vuole entrare nel merito, fare nomi e cognomi, ma il senatore Domenico Scilipoti, ex parlamentare di Forza Italia - che sembra un po' parlare come un predicatore evangelico - ribadisce con forza il concetto contenuto nel terzo capitolo del Libro del Profeta Isalia. «Penso che la profezia di Isaia sia applicabile all'Italia di oggi». E cioè che la presenza di donne in posti di comando sia sostanzialmente una rovina. «Basta guardarsi attorno per rendersene conto».

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In pratica ce l'ha con la politica che si ferma agli slogan, con una classe dirigente sostanzialmente impreparata, ma soprattutto con la leadership femminile che, a suo parere, non sarebbe all'altezza della situazione, alla faccia delle quote rosa, del gender gap, del soffitto di cristallo. Nella sua intemerata non salva nessuna.

Scusi senatore ma con chi ce l'ha di preciso? «Di nomi non ne faccio e del resto basta guardarsi attorno. In ogni caso non ce l'ho con le donne vere che sono per me punti di riferimento, pensi che ogni volta che devo chiedere un consiglio vado da mia mamma che ha 98 anni. Le donne le stimo, sono stato anche un ginecologo, si figuri se voglio offendere la categoria, ma apprezzo solo quelle vere».

Ma quella citazione biblica non rischia di essere una offesa per il genere femminile in generale? «Assolutamente no. Era una constatazione del fatto che ci sono donne che guidano male tanti partiti. In ogni caso se lei osserva quello che sta accadendo vedrà che ci sono donne che opprimono il Paese». Scusi ma ai vertici ci sono soprattutto uomini, può essere dunque più preciso? «Mi riferisco a donne che non hanno le competenze per lavorare. La mia era una riflessione generale ma ho tanto rispetto per le donne, sia chiaro».

La profezia di Isaia contenuta nel terzo capitolo e scritta nel V secolo avanti Cristo, riferisce dei cattivi frutti raccolti dal popolo a seguito del disordine sociale, del rovesciamento dell’ordine stabilito, a causa del quale non c'è più disciplina, i figli contestano l'autorità dei genitori; le donne hanno la supremazia sugli uomini, «il giovane è arrogante con il vecchio», i valori morali e gli obblighi sono rigettati. 

Scilipoti successivamente ha voluto precisare meglio il suo pensiero comprensivo della citazione del profeta Isaia, utilizzata «solo per rendere conto di quanto spesso avviene, non solo nella scena politica, persino nella vita di ogni giorno» . E che «non conta il genere per far carriera, esistono donne abilissime e professionalmente preparate, come uomini dotati degli stessi carismi. In poche parole non è pensabile o attuabile alcuna discriminazione pro o contro, a seconda del sesso. La mia stessa formazione ed il mio retroterra culturale , oltre che la ragione, mi impediscono ogni tipo di discriminazione». Infine si appella a San Josè Maria Escrivà de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei, che  ripeteva che occorre «pregare, tacere, comprendere, scusare, sorridere».

Ultimo aggiornamento: 19:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA