Laura Massaro ha vinto il ricorso in appello, il suo bambino resterà con lei

Venerdì 3 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati
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Laura Massaro ha vinto: il suo bambino di 10 anni che ormai viveva con il terrore di finire in una casa famiglia e da lì di essere affidato al padre violento, resterà con lei. Laura è una delle tante mamme accusata di Pas, la sindrome di alienazione parentale.

Con ventiquattro pagine di decreto definitivo la Corte d’Appello per i minorenni di Roma ha stabilito che il figlio di Laura non le sarà tolto. Per arrivare a questo la donna ha lottato come una tigre, arrivando a manifestare sotto Montecitorio, lanciando appelli al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia. Il suo caso apre una speranza a tanti altri casi come il suo.

«Una sentenza storica che farà giurisprudenza perché stabilisce che la paura del minore non può essere superata imponendo un allontanamento dalla sua casa e dai suoi affetti, riconoscendo che la sentenza di primo grado non ha minimamente valutato il trauma che l’allontanamento avrebbe causato al minore» ha spiegato all’agenzia Dire, Lorenzo Stipa, legale di questa mamma accusata ingiustamente di Pas.

Ha vinto così il ricorso in appello al decreto dell’11 ottobre scorso con cui lo stesso Tribunale per i minorenni di Roma aveva stabilito che il bambino fosse collocato presso il padre con assistenza h24 dei servizi sociali o, qualora si fosse reso necessario, temporaneamente presso una casa famiglia.

A seguito del decreto la deputata del Gruppo Misto, Veronica Giannone, aveva indetto alla Camera dei deputati una conferenza stampa sul suo caso e su storie analoghe di mamme accusate di PAS (sindrome di alienazione parentale).

Laura Massaro dal 4 dicembre era in sciopero della fame, aveva portato la sua vicenda all’attenzione della stampa, lanciato appelli alle Istituzioni, organizzando sit-in ogni lunedì davanti al Tribunale e costituendo un Comitato delle madri contro la violenza istituzionale.

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