Essere madri in carcere, a Rebibbia una mostra fotografica sulle detenute e i figli

Giovedì 2 Gennaio 2020
Essere madri in carcere, a Rebibbia una mostra fotografica sulle detenute e i figli
«Essere madri, oltre la pena». Le donne detenute della sezione nido della Casa Circondariale femminile di Rebibbia davanti e dietro l'obiettivo per raccontare cosa vuol dire oggi crescere un figlio in carcere in una mostra fotografica. Sarà inaugurata lunedì 13 Gennaio, nella Casetta Koinè di Rebibbia,  a Roma. La mostra «Essere madri, oltre la pena» è il risultato finale di un laboratorio fotografico educativo, formativo ed emotivo, ideato e portato avanti per tre mesi dalla fotografa Natascia Aquilano e dall'educatrice Luciana Mascia, in collaborazione con l'associazione Onlus ProPositivi, appositamente dedicato alle madri detenute della sezione nido di Rebibbia e ai loro bambini.

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«Il progetto - spiegano le organizzatrici - è nato dall'esigenza di non voler ignorare uno dei bisogni primari del bambino: il rapporto con la propria madre, che in una struttura penitenziaria viene inevitabilmente alterato. Attraverso il mezzo fotografico si è cercato di spostare il punto di vista dello spazio, passando da un luogo semplicemente condiviso da detenute e bambini, a un ambiente di incontro tra madri e figli, con l'obiettivo di comprendere l'importanza della relazione. Tra scatti liberi o a tema, ogni detenuta è riuscita a entrare maggiormente in contatto con se stessa e il proprio bimbo, acquisendo la consapevolezza dell'essere prima madre e poi reclusa». La mostra, oggi visitabile, comprende sia gli scatti realizzati e scelti dalle detenute, che le foto scattate durante il laboratorio dalla fotografa Natascia Aquilano, così da avere una doppia inquadratura sulla «nuova relazione».

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