ROMA

Il Csm per la prima volta nomina una donna a capo di una Procura di grandi dimensioni

Mercoledì 18 Dicembre 2019 di Franca Giansoldati

E' la prima volta che in Italia, in una procura di grandi dimensioni, viene nominata una donna. Un altro passo in avanti nel nostro Paese verso la parità, anche se il cammino da fare è ancora lungo e in salita.

Con una decisione a sorpresa il plenum del Csm ha nominato procuratore di Torino Anna Maria Loreto, per 16 anni aggiunto, cioe' "vice" del capo, e memoria storica dell'ufficio requirente del capoluogo piemontese. Il suo nome e' rimbalzato in questi ultimi giorni sui giornali nazionali perche' e' uno dei pm dell' inchiesta sul condizionamento della 'ndrangheta sulle elezioni regionali della Valle d'Aosta del 2018, che qualche giorno fa ha portato alle dimissioni del presidente della Regione Antonio Fosson , indagato per scambio elettorale politico-mafioso assieme a due ex assessori e a un consigliere regionale. E a premiarla e' stata proprio l'esperienza maturata per piu' di un decennio nel contrasto alla criminalita' organizzata, e in particolare alla 'ndrangheta che sta affondando le radici al Nord, come sottolineano i consiglieri che l'hanno sostenuta.

La decisione - la prima importante dopo lo "scandalo" delle nomine dell'inchiesta di Perugia sul pm romano Palamara - ha diviso il Csm ed e' arrivata a sorpresa: il plenum ha ribaltato il "verdetto" della Commissione per gli incarichi direttivi che si era espressa a maggioranza per il procuratore di Siena, Salvatore Vitello. Vitello in plenum si e' fermato a 7 voti ( quelli dei togati delle correnti piu' moderate, Magistratura Indipendente e Unicost, e del laico di Forza Italia Alessio Lanzi)contro i 12 andati a Loreto, che hanno decretato la vittoria della prima donna procuratore. In plenum e' venuto meno il sostegno che Vitello aveva avuto in Commissione dai laici del M5S e della Lega, alcuni dei quali erano assenti, mentre altri si astenuti.

Uno di loro, invece, secondo la ricostruzione dell'Ansa, Alberto Benedetti (M5s), ha votato per Loreto con i togati di Area e di Autonomia e Indipendenza, con "l'indipendente" Nino Di Matteo e il laico di Forza Italia Michele Cerabona.

Poco prima l'assemblea di Palazzo dei marescialli si era divisa anche su un'altra nomina, quella del procuratore di Brescia, incarico che a maggioranza e' stato assegnato a Francesco Prete, procuratore di Velletri, che ha avuto la meglio sull'ex consigliere del Csm Fabio Napoleone. Qualche giorno fa era stata proprio Marta Cartabia ad auspicare che la sua elezione al vertice della Consulta facesse da apripista per l'affermazione delle donne soprattutto in magistratura,dove rappresentano ormai il 53% di giudici e pm , ma restano lontane dai ruoli di comando, che in 3 casi su 4 restano monopolio degli uomini.

Le donne che guidano le procure presso i tribunali rappresentano appena il 16% e nessuna sinora era approdata al vertice di un grande ufficio giudiziario. 

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