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Coronavirus, le ostetriche: «Facciamo nascere i bambini e rischiamo, ma nel Cura Italia siamo dimenticate»

Coronavirus, le ostetriche: «Facciamo nascere i bambini e rischiamo, ma nel Cura Italia siamo dimenticate»
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Martedì 28 Aprile 2020, 16:46 - Ultimo aggiornamento: 16:47

Anche loro sono in prima linea in questi giorni di emergenza Coronavirus. Negli ospedali pubblici, nelle cliniche private, in ogni centro di cura, aiutano le mamme, anche quelle positive, a partorire in sicurezza. Insieme a medici e infermieri rischiano in prima persona, sacrificando la vita della famiglia per il lavoro, che considerano una vera e propria missione. Sono le ostetriche, 21 mila in tutta Italia: una figura professionale delicata e altamente specializzata, ma troppo spesso dimenticata. Che, in questo momento delicato, si sente poco tutelata, quasi discriminata, e chiede maggiore attenzione alla politica e alle istituzioni. «In questo periodo di grande emergenza sanitaria - dicono all'Adnkronos Maria Vicario, presidente nazionale delle ostetriche (Fnopo), e Iolanda Rinaldi, presidente dell'Ordine delle ostetriche di Roma e Provincia - una figura professionale sembra essere stata dimenticata anche dai media: è quella dell'ostetrica, che svolge attività dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e alla salvaguardia della salute individuale e collettiva».

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«Noi - spiegano - al pari di tutti gli operatori sanitari di assistenza diretta, siamo quotidianamente impegnati in prima linea, dove assistiamo le donne in gravidanza, esposte al contagio, quelle asintomatiche e quelle con sospetta o confermata diagnosi di Covid 19, con turni massacranti, ponendo a rischio la propria salute e quella delle nostre famiglie». Vicario e Rinaldi lanciano un vero e proprio grido di dolore, fino ad ora inascoltato, e si rivolgono al governo perché intervenga al più presto, visto che nel cosiddetto Cura Italia, ormai convertito in legge, «non viene garantita pari dignità all'ostetrica».

«Come è giusto che sia - sottolineano Vicario e Rinaldi - sono stati portati alla ribalta figure professionali importantissime, ma sulle ostetriche, come al solito, mai una parola. Ci sono solo i dati dell'Istituto superiore di sanità, che registrano un triste traguardo: il 43% degli operatori infettati da Covid-19 sono infermieri e ostetriche
».

«Siamo dimenticati dal governo nel Cura Italia e da alcune ordinanze regionali - denuncia Emilio Cirillo, ostetrico al Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina - non siamo menzionati negli accordi di riconoscimento di indennità per l'eccezionale attività svolta dagli operatori del Servizio sanitario regionale del Lazio. Insomma, siamo davvero discriminati».

«In queste ordinanze e decreti - avvertono Vicario e Rinaldi - non c'è mai un riferimento alla figura ostetrica. Discriminazioni che fanno indignare l'intera categoria, tanto che gli Ordini professionali e la Federazione nazionale degli Ordini della professione ostetrica si stanno impegnando per ottenere il giusto riconoscimento al duro lavoro che le 21 mila ostetriche italiane ogni giorno affrontano, rischiando la vita».

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