CORONAVIRUS

Le donne siriane al lavoro nella fabbrica che produce mascherine

Martedì 17 Marzo 2020

La fabbrica che produceva magliette di cotone adesso si è convertita: sforna mascherine chirurgiche per proteggersi dal coronavirus. Ventidue operaie siriane lavorano nella piccola fabbrica gestita dall'associazione “Fatih Sultan” a Kilis, cittadina turca sulla frontiera con la Siri, racconta Avvenire.

Sono madri, vedove, donne in difficoltà allle macchine da cucire. «Ogni giorno produciamo 8mila mascherine. Gli ordini provengono da Istanbul e da Gaziantep, da alcune realtà del settore pubblico turco. Le mascherine verranno distribuite in ospedali, scuole e università», spiega Abdul Ghani Alshawakh, direttore dei progetti dell'associazione.

L'idea ingegnosa che spopola sul web, la mascherina fatta con la coppa di un reggiseno

La lavorazione è cominciata in anticipo rispetto alla scoperta, la scorsa settimana, dei primi casi di coronavirus in Turchia. Il progetto di assistenza è stato ideato all'inizio della guerra da un gruppo di siriani che desideravano offrire un'opportunità lavorativa alle connazionali in fuga.

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