CODICE ROSSO

Codice Rosso, l'allarme degli avvocati: «Procure in tilt, così è difficile valutare i casi più a rischio»

Mercoledì 9 Ottobre 2019

Procure in difficoltà a meno di due mesi dall'introduzione del Codice Rosso, a tutela delle vittime di violenza di genere: l'aumento esponenziale delle denunce ha fatto crescere in maniera altrettanto esponenziale il lavoro delle procure senza che siano stati forniti i mezzi e le risorse necessari per far fronte sia in maniera sia quantitativa sia qualitativa al nuovo carico di lavoro. L'allarme è stato lanciato durante un convegno sul tema organizzato dall'Ordine degli avvocati di Roma.
La nuova norma prevede prevede procedimenti penali più veloci per prevenire e combattere la violenza di genere, un inasprimento delle pene  contro il dilagare della violenza, maltrattamenti e femminicidi e introduce nuove fattispecie di reato come il matrimonio forzato e il revenge porn, (la realizzazione e diffusione di immagini o video con immagini sessualmente esplicite, senza il consenso dell'interessata). Si tratta di reati che si adeguano ai cambiamenti sociali, nati anche dalla pressione dei familiari di alcune vittime.
Se dunque il fatto di aprire una sorta di corsia preferenziale alle denuncia ha potuto mettere in luce la dimensione del fenomeno delle violenze che restava sommersa, d'altro canto non sarebbero sufficienti le risorse per dare risposte adeguate.

Carfagna: servono risorve per far funzionare il Codice Rosso

«Non basta fare le norme per gestire un importante impatto normativo, come questo, bisogna creare le strutture e offrire i mezzi e le risorse umane», ha dichiarato l'avvocato Antonio Galletti, presidente dell'Ordine degli avvocati di Roma a margine del convegno,che si è svolto nell'aula avvocati della Corte Suprema di Cassazione, intervistato dall'agenzia Dire.
«Non ho ancora i dati della Procura di Roma perché la legge è recentissima, ma credo ci sia stato un aumento esponenziale di questo tipo di denunce, al punto tale che qualche procuratore ha già cominciato a porre in evidenza delle criticità. La difficoltà delle Procure, in particolare, è riuscire a comprendere quali sono effettivamente le denunce da perseguire con urgenza e quali invece sono magari più strumentali».
La velocità che viene richiesta nel dare le risposte dunque non permetterebbe di fare un lavoro approfondito e di valutare la gravità dei singoli casi. 
«Sicuramente bisogna attrezzare gli uffici e organizzarli in modo tale che possano far fronte a questa mole di denunce»,ha sostenuto Galletti. La seconda cosa da fare, per il presidente dell'Ordine degli avvocati, «è quella di intervenire sulla formazione e sulla coscienza dei cittadini per impedire che questi fatti accadano. Da questo punto di vista è essenziale la formazione scolastica, oltre che quella familiare». 

A Roma 25 denunce al giorno

Una delle novità previste dalla nuova normativa è l'introduzione del il braccialetto elettronico, che dovranno indossare gli uomini che avranno ricevuto un ordine di allontanamento e divieto di avvicinamento.C'è chi sostiene che questo possa favorire le evasioni.
«Diciamo che l’evasione non è un atto ‘tranquillo’, ma è un reato - ha risposto ancora l’avvocato Galletti - quindi chi lo commette sa di andare incontro ad un ulteriore profilo di responsabilità penale. Si tratta comunque di una tutela ulteriore che è stata offerta dall’ordinamento; questo vale in generale per tutti i casi in cui non è prevista la detenzione in carcere. Diversamente, bisognerebbe disporre sempre di una detenzione in carcere, ma questo oltre che non corretto dal punto di vista tecnico-giuridico è anche impossibile dal punto di vista pratico». 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA