Codice rosso, procure in tilt, solo a Roma 25 denunce al giorno

Giovedì 29 Agosto 2019 di Michela Allegri

Procure in tilt a venti giorni dall'entrata in vigore del cosiddetto codice rosso, la legge a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Gli uffici giudiziari sono infatti ingolfati da denunce e segnalazioni e i tempi di azione imposti dalle nuove norme vengono considerati troppo stretti: le persone offese, o quelle che hanno presentato le denunce, devono essere sentiti dagli inquirenti entro tre giorni. Circostanza che costringe a turni lavorativi massacranti non solo i pubblici ministeri, ma anche il personale degli uffici, da tempo in carenza di organico.
Negli Usa aperta la caccia al voto femminile, per le elettrici sarà cruciale il cambiamento climatico
Nella procura di Roma c'è stato un boom di denunce: ne arrivano tra le 20 e le 25 al giorno. Significa che devono essere aperti almeno 400 fascicoli al mese - secondo una stima al ribasso - tutti gestiti dagli 11 pubblici ministeri che fanno parte del pool antiviolenza coordinato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone. Tra i punti della nuova legge c'è l'obbligo per la polizia giudiziaria di comunicare al magistrato di turno le notizie di reato relative a maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate avvenute in famiglia o tra conviventi. E ogni mattina il pm delegato decide se sentire personalmente la persona offesa, o se delegare l'audizione alla stessa polizia giudiziaria, per cercare di smaltire la mole - enorme - di fascicoli. Ma i problemi sono tanti: la legge viene considerata troppo generica, carente di indicazioni precise. Per esempio, non è consentito archiviare automaticamente quei fascicoli privi di notizia di reato, o che siano impossibili da lavorare: è sempre necessario sentire il denunciate, anche quando si tratta di un atto inutile rispetto alle indagini, oppure bisogna fare un provvedimento specifico e motivato. Un passaggio che impedisce un rapido smaltimento dei fascicoli.
Venezia 76, la protesta della presidente di giuria Martel: «Alla cena di Gala di Polanski non ci sarò»
Non va meglio a Milano, dove gli uffici della procura e in particolare quelli dei pm di turno sono stati «sommersi - stando a quanto riferito da fonti giudiziarie - da una marea di segnalazioni di presunti abusi, violenze o atti persecutori, giorno dopo giorno». Circostanza che ha causato evidenti «difficoltà» nella gestione delle denunce, con conseguente incremento di fascicoli da seguire. Tanto che i vertici della procura stanno lavorando in questi giorni per far fronte all'aumento esponenziale delle notizie di reato.
Il J'accuse della top model: «per i bianchi i volti delle donne nere sono tutti uguali»

Ultimo aggiornamento: 12:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA