Nelle comunità ebraiche la battaglia per avere 'mohel' donne, medici che praticano la circoncisione

Lunedì 2 Marzo 2020 di Franca Giansoldati
antica immagine della circoncisione

Per secoli e secoli il ruolo dei 'mohel' è stato dominato da uomini, in genere leader religiosi, autorizzati dalla assemblea rabbinica di praticare ai bambini la circoncisione secondo i canoni e gli schemi previsti dalla religione ebraica. Diverse associazioni ebraiche di stampo conservatrice fino al 1985 proibivano alle donne, anche se chirurghe o pediatre, di assumere questo ruolo molto importante per le tradizioni ebraiche. Ma da allora fino ad oggi si è assistito nelle diverse comunità ad un aumento di medici donne che sono entrate a far parte di questa ristretta cerchia di figure abilitate a circoncidere i bambini. Ginecologhe, pediatre, chirurghe hanno ormai alle spalle un lungo curriculum nel praticare la circoncisione in accordo con le autorità rabbiniche delle comunità locali.

«Avere aperto alle donne questa strada è stata una opportunità. E' un buon modo e ormai la maggior parte degli studenti che ogni anno chiedono di frequentare i corsi di abilitazione sono donne» ha affermato il rabbino di Los Angeles. Naturalmente questa apertura in alcuni ambienti è ancora vista con una certa diffidenza e non sono poche le coppie che ancora oggi chiedono un 'mohel' di sesso maschile.

A penetrare queste dinamiche nelle varie comunità ebraiche degli Stati Uniti è stato il New York Times con una articolata inchiesta nella quale viene messa in evidenza la difficoltà, il pregiudizio ma anche il cammino di uguaglianza finora fatto. «A volte purtroppo succede che i genitori chiedono esplicitamente un uomo e non una donna». 

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