Carfagna: «Dedico l'8 marzo alle caregiver: prendiamoci cura di chi si prende cura»

Sabato 7 Marzo 2020
Carfagna: «Dedico l'8 marzo alle caregiver: prendiamoci cura di chi si prende cura»

Lo Stato deve prendersi cura dei caregiver, perché loro si prendono cura di familiari, figli, che altrimenti non potrebbero vivere. Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, dedica questo 8 marzo alle caregiver. Il caregiver è quella persona, donna nel 70% dei casi, che ogni giorno dedica la propria vita a familiari non autosufficienti. Carfagna, attraverso una campagna postata sui propri canali social, connotata dall’hashtag “#prenditicuradi”, ha voluto dare voce ai caregiver: 7 storie esemplari di 7 donne coraggio, che sono invisibili per lo Stato ma rappresentano tutto per i propri figli.

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Donne che hanno rinunciato al lavoro, alle loro passioni, alla loro esistenza, per consentire a qualcun altro di vivere. Persone che hanno il diritto di avere una legge che le tuteli e si prenda cura di loro. Mara Carfagna ha depositato alla Camera una proposta di legge, presentata in modo speculare al Senato da Andrea Cangini, scritta raccogliendo i bisogni e le istanze reali dei caregiver.

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«Dedico a loro la festa della donna: prendiamoci cura di chi si prende cura. Le caregiver sono persone impegnate nell’assistenza ininterrotta di figli e familiari non autosufficienti, che non potrebbero vivere senza le loro cure», spiega Mara Carfagna. «Sono donne nel 70 per cento dei casi (Censis), hanno tra i 45 e 64 anni, e il 60 per cento di loro ha dovuto smettere di lavorare. Sono eroine dei nostri tempi, troppo spesso silenziose e invisibili.
Hanno pieno diritto al riconoscimento e al sostegno dello Stato. Abbiamo deciso di dedicare a loro questo 8 marzo con una campagna sui social network connotata dall'hashtag “#prenditicuradi” chi si prende cura
».

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Nel 2017 la legge 205 ha riconosciuto la figura del caregiver familiare e istituito un Fondo di 20 milioni l’anno, elevato in seguito a 25, per sostenere l’attività di cura non professionale che queste figure svolgono. «Eppure quel denaro, pur insufficiente, non è mai stato speso perché manca una norma apposita. Ho presentato una proposta di legge alla Camera per incrementare significativamente il fondo e per individuare prontamente criteri e modalità di erogazione dell’assegno annuale unico. Questa proposta nasce da un confronto con le associazioni dei caregiver e dalla conoscenza delle loro storie e delle loro esigenze. Queste donne chiedono di non essere più invisibili, chiedono di essere ascoltate, comprese. Chiedono che lo Stato si prenda cura di loro, così che loro possano continuare a prendersi cura di chi ne ha bisogno».

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 Claudia, è  la mamma di Angelo, con Sindrome di Down e Dop, e di Augusto, con disturbo specifico dell'apprendimento e deficit attentivo. Claudia ha rinunciato al suo lavoro per prendersi cura dei figli.  Sofia è  la mamma di Deyanira, che soffre di un ritardo cognitivo dovuto a leucodistrofia.
Paola è la mamma di Emanuela, affetta da tetraparesi spastica distonica, ha sopportato immensi dolori nella sua vita, compreso un abuso sessuale da parte di un fisioterapista. Anche Paola ora è disabile perché si è fatta carico di tutto, sia fisicamente che emotivamente, ma non si arrende e continua a prendersi cura di Emanuela.  Mariangela è  la mamma di Sofia, che ha la sindrome di Rett, e di Bruno, che ha avuto un medulloblastoma. E poi ci sono Maurizia,  mamma di Edoardo che ha 13 anni ed è autistico che  ha dovuto rinunciare al suo lavoro e alla sua esistenza;  Orietta, mamma di Alessia che ha 17 anni ma, come dice Orietta, resterà bambina per sempre, avrà bisogno di assistenza per tutte le sue esigenze. Un anno fa Orietta si è ammalata e oggi combatte contro un tumore al seno, ma la sua vita continua a girare intorno ad Alessia;  Paola,  mamma di Yuri, 27 anni, disabile dopo un grave incidente, che fa salti mortali per prendersi cura di suo figlio e continuare a lavorare. Adesso hanno bisogno che lo Stato si prenda cura di loro. 

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